Nuovo blitz contro i no Expo. Si parte con i disagi: dalla sicurezza ai trasporti. Milano mostra subito il peggio di sé

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Non si presenta certo al meglio l’Expo. Non bastassero i lavori in ritardo, stamattina un nuovo blitz delle forze dell’ordine contro presunti appartenenti all’area No Expo. La Polizia di Stato è intervenuta nella stessa zona di ieri, nel quartiere Giambellino dove erano state trovate mazze e molotov. Le indagini sono condotte dalla Digos che sta effettuando perquisizioni e controlli in vista delle manifestazioni No Expo previste per l’1 maggio.

I SEQUESTRI DI IERI
Un arsenale fatto di mazze, martelli, picconi e bottiglie di liquido incendiario. Tutta roba sequestrata ieri a un tedesco arrestato con l’accusa di possesso di materiale esplodente. Ventisei invece i denunciati a piede libero per il possesso di armi e oggetti atti a offendere. Fra loro sei italiani, quattro tedeschi e 16 francesi. È il bilancio delle perquisizioni effettuate all’alba dalla Digos in alcuni appartamenti e spazi occupati nei quartieri Lorenteggio e Giambellino a Milano. Per gli stranieri il tribunale civile ha deciso la liberazione, al termine di un’udienza in cui si è valutata la possibilità dell’allontanamento diretto dall’Italia nonostante si tratti di cittadini comunitari. L’operazione dimostra però i rischi di contestazioni che si intravedono all’orizzonte dell’Expo.

LO SCIOPERO DEI TRASPORTI
C’è un’Italia che sa farsi male da sola. È l’Italia che pensa solo a difendere il proprio orticello mentre va in malora il bene comune. Un’Italia che per venire fuori sembra non aspettare altro che le occasioni in cui può fare più male. E quale occasione più ghiotta dell’Expo che ci proietterà nel mondo dal primo maggio prossimo? Metà del pianeta non aspetta altro che i nostri errori per scrollarsi le spalle definendoci “i soliti italiani”. E noi gli diamo subito la possibilità di averla vinta. Non bastano i cantieri e i lavori ancora a metà, adesso ci si mettono pure i trasporti. Con i sindacati che ieri hanno fatto vedere cosa può succedere se si ferma il metrò.

 

 

 

 

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di Gaetano Pedullà

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