Nuovo blitz delle destre per limitare l’uso dei trojan. Le intercettazioni disposte dalla magistratura restano un incubo. Due ordini del giorno di FdI passano grazie ai voti di Forza Italia Viva

trojan Saitta
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Blitz fallito: la Camera con 446 voti favorevoli e 53 contrari ha approvato la fiducia posta dal Governo sulla conversione del decreto legge omnibus recante “misure urgenti in materia di giustizia, difesa e proroghe”. Ma la maggioranza si spacca sulla giustizia: su due ordini del giorno di FdI infatti l’intero Centrodestra e Italia Viva hanno votato a favore, mentre M5s, Pd e Leu hanno votato contro, risultando però soccombenti.

Respinto invece un odg, presentato anche questo da un deputato del partito di Giorgia Meloni, che impegnava l’esecutivo “ad adottare le opportune iniziative di carattere normativo volte a implementare e rafforzare il controllo giurisdizionale e le necessarie verifiche sull’impiego dei trojan, anche prevedendo che l’autorizzazione a disporre l’intercettazione mediante inserimento di tale captatore informatico sia disposta dal tribunale in composizione collegiale” anziché da un unico giudice come avviene oggi.

Il governo, che aveva espresso parere contrario sull’odg, anche in questo caso ha rischiato di andare sotto salvandosi poi grazie all’astensione di Lega, FI e Iv e ha dovuto porre la questione di fiducia sull’intero provvedimento nonostante il numero limitato di emendamenti presentati. Il primo articolo del testo, che dà seguito ad una sentenza della Corte di Giustizia Ue, modifica il Codice della privacy, per circoscrivere l’accesso ai dati di traffico telefonico e telematico a fini delle indagine penali, consentendolo solo per gravi o specifici reati e richiedendo sempre l’autorizzazione o la convalida del giudice. Durante l’esame in commissione Affari costituzionali sono state introdotte anche altre modifiche al testo ma l’impianto complessivo soddisfa comunque Pd e 5Stelle.

SODDISFAZIONE DEI 5S. Per Eugenio Saitta (nella foto), capogruppo M5S in commissione Giustizia “è stato sventato un blitz che aveva l’evidente obiettivo di indebolire il trojan, uno strumento che si è rivelato di fondamentale importanza nella lotta al crimine grazie alla nostra ferma opposizione in commissione Affari Costituzionali e anche grazie all’intervento della ministra Cartabia”. Se l’emendamento di FI fosse passato, spiega il pentastellato, “al soggetto intercettato sarebbe bastato cambiare spesso luogo per rendere inutilizzabili le registrazioni: non riporteremo le lancette dell’orologio al tempo in cui si voleva impedire alla giustizia di intercettare coloro che con atti criminali vogliono impoverire il Paese ed il futuro delle nuove generazioni”, ha concluso.

Altro tema caldo, quello relativo ai referendum. In particolare quello sulla legalizzazione della cannabis: il decreto allunga dal 30 settembre al 31 ottobre il termine per il deposito delle firme presso la Corte di Cassazione da parte dei promotori delle richieste di referendum abrogativi, dopo che a luglio tale termine era stato prorogato per gli altri (quello sull’eutanasia e quello sulla giustizia). Durante i lavori della commissione sia la Lega che FdI avevano chiesto di stralciare la disposizione presentando un emendamento soppressivo, respinto dopo un lungo dibattito.

“Non avendo più depositato le firme raccolte a sostegno dei loro referendum sulla giustizia, Lega e FdI avrebbero voluto impedire anche ad altri comitati promotori di depositare le centinaia di migliaia di firme raccolte perché in questo caso il quesito referendario non era di loro gradimento. Ma non si può calpestare la democrazia, né abbassare la guardia nella lotta alla criminalità proprio ora che il nostro Paese è chiamato ad affrontare la sfida del Pnrr, noi non possiamo permetterlo”, ha commentato la deputata del M5s Valentina Corneli.

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