Nuovo piano industriale di Acea. Più sostenibilità per creare valore. L’utility aumenta ancora gli investimenti ambientali. E malgrado il Covid punta a dividendi in crescita

di Alessia Fantini
Economia Roma

Chi sosteneva in tempi non sospetti, più di un decennio fa, che nelle utility c’era molto valore inespresso, e quella di Roma non faceva eccezione, aveva evidentemente ragione. Il problema era fare emergere questo patrimonio anche umano e professionale che restava compresso dentro aziende con un profondo Dna parastatale. Le riorganizzazioni profonde, le quotazioni sul mercato e in molti casi le concentrazioni tra gruppi troppo territoriali hanno sviluppato un settore che oggi presenta autentici campioni nazionali, in grado di macinare utili e servizi di gran lunga più efficienti del passato.

Proprio come emerge dal nuovo piano industriale di Acea, l’ex municipalizzata di acqua ed energia di Roma, fortemente cresciuta con la cura di Stefano Donnarumma, il primo Ad scelto dall’amministrazione Raggi, e adesso proiettata a crescere ancora con il nuovo capoazienda Giuseppe Gola (nella foto). Il piano presentato ieri prevede al 2024 margini (ebitda) per 1,4 miliardi di euro, in crescita del 38% rispetto al 2019. E ancora: 4,7 miliardi di investimenti complessivi, di cui 4,3 di natura industriale e 0,4 in operazioni di fusioni e nuove acquisizioni. Sul piatto, poi, oltre 2 miliardi di investimenti correlati a specifici target di sostenibilità, con un incremento di 400 milioni di euro rispetto al piano 2019-2022, a riprova che questo aspetto è sentito come fondamentale dall’attuale governance.

Oltre a quella ambientale, altrettanto sforzo sarà destinato alla remunerazione degli azionisti, che nel 2021 dovrebbero avere un dividendo minimo di 0,80 euro per azione. Per Gola questo Piano Industriale “conferma il percorso di crescita intrapreso e consolida il posizionamento di Acea quale operatore a forte vocazione industriale. Gli importanti risultati finora raggiunti permettono, nonostante la situazione di difficoltà in cui versa il Paese, di rivedere al rialzo i target economici e di business, supportando il percorso di ripresa economica, con una crescita capace di coniugare sostenibilità e creazione di valore nel tempo per tutti gli stakeholders di Acea e per il sistema Italia. Il Piano, che presenta sostanziali aspetti di continuità rispetto a quello precedente, mostra anche rilevanti elementi di evoluzione, in particolare la crescita nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nel fotovoltaico, e l’impegno nella mobilità elettrica per contribuire in modo sempre più efficace alla transizione energetica e alla decarbonizzazione”.

Per Gola tutti questi elementi tipici della sostenibilità industriale, e che si ritrovano espressi nell’acronimo GRIDS, racchiudono le leve d’azione su cui punterà Acea per il suo futuro: proseguire nel percorso di crescita (Growth), incrementare lo sviluppo nelle rinnovabili (Renewables), spingere sull’innovazione tecnologica anche nei processi industriali (Innovation), raggiungere obiettivi sfidanti e superarli (Delivery), con un approccio che fa dello sviluppo sostenibile un elemento fondante (Sustainability). Più nel dettaglio, gli investimenti saranno così suddivisi: 2,2 miliardi nell’Idrico, di cui 170 milioni per i progetti di securitizzazione dell’approvvigionamento degli acquedotti del Peschiera e del Marcio; 1,3 miliardi nelle infrastrutture energetiche, di cui 145 milioni per interventi di rafforzamento della resilienza della rete elettrica e 155 milioni per il potenziamento; 0,2 miliardi nell’area Ambiente per investimenti di crescita organica, anche nel recupero e trattamento dei rifiuti; 0,2 miliardi nell’area Commerciale & Trading, principalmente per acquisire nuovi clienti e digitalizzare i servizi, 170 milioni per nuovi impianti fotovoltaici.