Odevaine sparla e attacca tutti e Totti. Il capitano avrebbe pagato vigili in nero per fargli da scorta

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Luca Odevaine parla. E lo fa a tutto campo, tirando in ballo esponenti politici di tutti gli schieramenti – da Gianni Alemanno a Umberto Marroni – fino a Francesco Totti. Secondo quanto dichiarato davanti al pm Paolo Ielo il 15 ottobre, “la destra non aveva soggetti economici di riferimento dunque l’amministrazione Alemanno, nel giro di qualche anno, individuò nel sistema Buzzi il riferimento nel settore del sociale per l’aggiudicazione dei lavori”. Non solo. Odevaine avrebbe fornito la propria versione sulla gestione degli appalti intervenuta dopo l’elezione a sindaco di Roma di Gianni Alemanno, avvenuta nell’aprile 2008: “Io ero capo di gabinetto vicario del sindaco Veltroni – si legge nel verbale – e, diversamente da quello che normalmente accade in questi casi, il nuovo sindaco mi chiese di rimanere fino a luglio”. Ma Odevaine ha puntato il dito anche contro il Partito Democratico: “Umberto Marroni aveva chiuso con il sindaco un accordo in forza del quale ciascun consigliere comunale aveva a disposizione una somma, originariamente quantificata in 400 mila euro”. A finire sotto la mitraglietta verbale di Odevaine, anche Francesco Totti. “Dei vigili urbani facevano vigilanza ai figli di Francesco Totti ma lo facevano fuori dall’orario di lavoro e venivano pagati in nero”.

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