Oggi il #VotaSì Day. Adesso i cittadini tornano protagonisti. Parla il deputato M5S, D’Uva: “Il fronte del No? Decidono le urne”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Oggi il Movimento 5 Stelle sarà nelle piazze delle città italiane per il #VotaSi Day al referendum sul taglio dei parlamentari. Avrete un bel da fare per contrastare la potenza di fuoco del fronte del No…
“Stare nelle piazze tra i cittadini è la nostra vocazione. Lo facciamo anche oggi per questa causa nobilissima, ovviamente rispettando tutte le misure anti-Covid. Ed è proprio dal sentire comune che prende le mosse questa riforma, con cui interveniamo sulla Costituzione senza stravolgerla. Non so se quella del no sia o meno una potenza di fuoco, parleranno le urne. Dico solo che dopo il voto trasversale in Aula mi aspetto coerenza al referendum da parte di tutte le forze politiche. Ma questa non è una riforma del M5S, è una riforma di tutti”.

Teme che la campagna contro la riforma di grandi giornali, schiere di costituzionalisti e pezzi della politica possa influenzare il voto?
“Ricordo che autorevolissimi costituzionalisti come Onida e Zaccaria si sono espressi a favore. Ma a prescindere dalle posizioni di una parte o dell’altra, i cittadini voteranno con la loro testa. Certo che se le argomentazioni contro il taglio consistono nella boutade sul risparmio che sarebbe pari a un caffè all’anno, non so fino a che punto reggeranno. Questa assomiglia alla sparata di Salvini, che voleva dividere le somme stanziate dal Governo per i buoni spesa durante il lockdown tra tutti i 60 milioni di italiani. Sono frasi-spot a cui i cittadini non abboccano, e che probabilmente celano il reale intento di difendere uno status privilegiato”.

Chi si oppone contesta che la riforma infliggerebbe un duro colpo al principio della rappresentanza e, quindi, alla democrazia…
“Sapete che attualmente in Basilicata vengono eletti più senatori che deputati? Gli squilibri ci sono già adesso. Inoltre la geografia istituzionale italiana di oggi garantisce una risposta condivisa alle esigenze dei territori, a partire dal livello più vicino al cittadino. Voglio dire che gli enti locali giocano un ruolo più incisivo rispetto al passato, altro motivo che rende eccessivo il numero di parlamentari. E poi anche fuori dai confini nazionali i parlamentari eletti sono meno di quelli italiani. Alcuni Paesi, come la Germania, hanno addirittura in programma una riduzione ulteriore”.

Decine degli attuali 945 parlamentari non raggiungono il 50% delle presenze alle votazioni in Aula. Senza contare gli eletti in collegi lontani dal luogo di residenza. Non sarà che a garantire il principio della rappresentanza più che la quantità è la qualità della classe politica?
“Dobbiamo dire la verità. L’effetto che avremo se vincerà il Sì sarà quello di un Parlamento più rapido, efficiente e produttivo, che costerà meno perché ci sarà un risparmio non indifferente: circa mezzo miliardo a legislatura. Si lavorerà meglio e ogni parlamentare varrà di più. Le Camere avranno anche più forza di fronte al Governo”.

I partiti che hanno votato la riforma in Parlamento, non sembrano mettere lo stesso impegno dei 5S per sostenere il Sì al referendum. Come lo spiega?
“Ripeto, non giudico le posizioni altrui. Mi limito a dire che ci vuole coerenza e non opportunismo. Nonostante questo ci sono state forze politiche, come la Lega, che in Aula hanno votato a favore del taglio, ma poi hanno dato l’aiutino a raccogliere le firme per dire no. Il Movimento ha portato questa battaglia in Parlamento e l’ha fatta votare trasversalmente, ma rimane una riforma del popolo, che vede i cittadini come principali protagonisti. Saranno loro ad avere l’ultima parola”.

L’esito del referendum e delle Regionali avrà ripercussioni sul Governo?
“No, nessun tipo di conseguenze, né dalle regionali né dal referendum. Questa riforma non è di qualcuno o di qualcun altro: è dei cittadini italiani che meritano un Parlamento finalmente moderno. È un percorso condiviso, proseguito con una votazione pressoché unanime in Aula. Un cammino che ora conoscerà un ultimo passaggio con l’espressione della volontà popolare. Niente di più bello, per una riforma così attesa e importante nel nostro Paese. Sono decenni che se ne parla, adesso siamo a un passo dal risultato”.