Olimpiadi: ecco come abbiamo scalato indisturbati la nuova torre del Parco Sempione da 60 metri. Mentre Mattarella inaugurava Casa Italia

Ecco come abbiamo aggirato il sistema di sicurezza olimpica. Salendo indisturbati sulla torre del parco Sempione

Olimpiadi: ecco come abbiamo scalato indisturbati la nuova torre del Parco Sempione da 60 metri. Mentre Mattarella inaugurava Casa Italia

Un buco, o meglio, una voragine, nel sofisticatissimo e costosissimo sistema di sicurezza messo a punto dal governo per la giornata inaugurale delle Olimpiadi Milano-Cortina. È quello che ha scoperto e dimostrato La Notizia. Ieri, infatti chi scrive ha potuto liberamente arrampicarsi su uno dei due tralicci da 60 metri eretti nel Parco Sempione di Milano, come dimostrano le immagini del video che trovate sul nostro sito.

L’incursione sulla torre mentre Mattarella inaugurava Casa Italia a poche centinaia di metri

Una scalata avvenuta in pieno pomeriggio (alle 16,30), mentre il parco era pieno di turisti ma, soprattutto, era super-controllato dalle forze dell’ordine, poiché, a poche centinaia di metri dalla torre di metallo, alla Triennale di Milano, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, stava inaugurando la Casa Italia del Coni.

In teoria, uno dei momenti di massima allerta per il sistema sicurezza. In teoria… Visto che abbiamo potuto – senza alcun problema e ribadiamo, in pieno giorno – non solo entrare nel cantiere della torre (non custodito né sorvegliato), ma anche salire le prime rampe di scale, arrivando a un’altezza di circa 15 metri. Se, invece di giornalisti, fossimo stati dei malintenzionati? Cosa sarebbe potuto accadere? Di tutto, perché avremmo avuto piena libertà di raggiungere la vetta della torre e da lì fare un’azione dimostrativa o molto peggio.

Una delle due torri da 60 metri sorte nel parco Sempione

L’incursione in un parco e in una città blindati

A rendere la falla una voragine, il dato oggettivo che ieri Milano era una città blindata (a partire proprio dall’area del Sempione), bloccata dalle zone rosse, con i cittadini costretti a rimuovere i propri autoveicoli dalle strade, per far posto alle auto delle scorte.

Del resto ieri in città, in occasione della cerimonia di apertura prevista in serata allo stadio di San Siro, si contavano oltre una cinquantina tra capi di stato e teste coronate. E, oltre a Mattarella, in città c’era anche la premier Giorgia Meloni, che ha incontrato il blindatissimo vice presidente Usa, JD Vance (quello che gira con 40 auto di scorta). Secondo il piano sicurezza messo a punto dal Viminale, ieri a Milano c’erano 1.200 agenti in più rispetto a quelli ordinari, affiancati da tiratori scelti sui tetti, cecchini, unità anti bomba e anti terrorismo… Dispiegamento monstre criticato ieri dall’eurodeputato dem Dario Nardella (“Lo spostamento di un centinaio di agenti di polizia fiorentini al nord per le Olimpiadi di Milano-Cortina è un ulteriore beffa”, perché “non si possono togliere ulteriori agenti alle città che già stanno soffrendo tanti problemi sulla sicurezza, perché così la situazione diventa inaccettabile”).

Sempione hot spot per la sicurezza, tra braciere olimpico e villaggio degli sponsor

Insomma, a rigor di logica – e secondo gli annunci degli organizzatori dei Giochi – nessuno avrebbe potuto avvicinarsi alle zone “calde”. E il Parco Sempione è una zona caldissima, visto che, oltre a Casa Italia del Coni alla Triennale, ospita anche l’Arco della Pace, dove si trova il braciere olimpico e il mega villaggio degli sponsor. Tutti obiettivi sensibili che non distano più di 300 metri dalla torre.

Una zona ad alto rischio, quindi. Ma non adeguatamente vigilata, come dimostra la nostra incursione indisturbata. Nonostante le decine di agenti a cavallo e auto della Polizia Locale che ieri pattugliavano viali e prati del Sempione. Anzi, in prossimità della torre era parcheggiato anche un furgone della Polizia. Una sorveglianza che ha fatto attenzione a tutto, tranne che alla torre di via Gadio.

Gli allarmi inascoltati per il cantiere incustodito di viale Gadio

E, particolare che rende la vicenda ancora più incredibile, il fatto che da giorni i cittadini – e anche questo giornale – lanciano l’allarme per un cantiere totalmente incustodito e accessibile a chiunque. Sulla questione era intervenuto – con parole pesanti – anche il segretario generale della Uil, Enrico Vizza. Allarmi e appelli totalmente inascoltati da Fondazione Milano-Cortina (titolare del cantiere) dal Comune di Milano, che, interrogato in tempi “non sospetti”, circa i documenti e le autorizzazioni per due manufatti tanto impattanti in un’area protetta e tutelata, non ha mai risposto. Ignorati anche dalla questura, evidentemente.

Ricordiamo infine che le due torri (in teoria temporanee), una in via Gadio e la gemella davanti alla Triennale, in viale Alemagna, sono state erette per poter sorreggere i cavi della spider cam, la telecamera su filo deputata a immortalare le feste organizzate nel villaggio degli sponsor attaccato al Castello Sforzesco.

Se Palazzo Marino o Fondazione avessero ascoltato quegli appelli e avessero messo almeno delle catene alla porta del cancello, inibendo l’accesso, la gravità del problema sicurezza si sarebbe attenuata. Invece… Resta un problema per la sicurezza. E una figuraccia che si sarebbe potuta evitare.