Oltre 28mila nuovi casi e 353 morti nelle ultime 24 ore. In forte crescita le terapie intensive. Ultimi ritocchi al Dpcm. Coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5

dalla Redazione
Cronaca

Sono 28.244  (ieri erano 22.253) i nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore, a fronte di 182.287 tamponi, quasi 47mila più di domenica, con la percentuale positivi-tamponi al 16,39%. In aumento anche i decessi: 353 rispetto ai 233 di ieri. Gli attualmente positivi sono 418.142, con un incremento di 21.630 unità. In deciso aumento, secondo quanto riferisce il bollettino giornaliero del ministero della Salute, anche i ricoveri in terapia intensiva (leggi l’articolo): 203 contro gli 83 di ieri, per un totale che sale a 2.225. In crescita anche i ricoveri ordinari: +1.274 (ieri +938) per un totale di 21.114. I guariti sono 6.258 (ieri 6.637). I malati in isolamento domiciliare, asintomatici o con sintomi lievi, sono 394.803 (+20.153).  La regione con il maggior numero di casi è ancora la Lombardia, con 6.804 nuovi contagi, seguita da Piemonte (+3.169), Campania (+2.971), Veneto (+2.298), Toscana (+2.336) e Lazio (+2.209).

Governo e Regioni, intanto, stanno definendo gli ultimi dettagli del Dpcm che dovrebbe essere varato questa notte da Palazzo Chigi con ulteriori misure per il contenimento della seconda ondata dell’epidemia. “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute” si legge in una prima bozza resa nota dalle agenzie di stampa (qui il testo diffuso dall’Ansa), dunque ancora provvisoria, dello stesso decreto. E’ in ogni caso “fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. “Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 5 novembre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020”.

Nelle aree ad alto rischio che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell’Iss – quelle caratterizzate da uno scenario di ‘elevata gravità e quelle nelle quali ci sono situazioni di ‘massima gravità – “è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori”. E’ quanto prevede la bozza del nuovo Dpcm secondo il quale il provvedimento – che sarà adottato con ordinanze del ministro della Salute – può riguardare intere “Regioni o parti di esse”. La differenza tra le zone che ricadono nello scenario 3 e in quelle che rientrano nel 4 sta nel fatto che in queste ultime sono vietati anche gli spostamenti “all’interno dei medesimi territori”, dunque a livello comunale e provinciale. Nelle zone rosse, inoltre, “sono sospese le attività inerenti servizi alla persona fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti”.

In zone a massimo rischio chiusi anche i negozi. Stop anche alle attività dei negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio. “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari”. Il provvedimento ferma anche i mercati, tutte le attività di bar e ristorazione (salvo la consegna a domicilio l’asporto consentito fino alle 22) e le attività sportive. Resta invece consentita l’attività motoria “in prossimità della propria abitazione” e con obbligo della mascherina e l’attività sportiva “esclusivamente all’aperto e in forma individuale”. Per le aree ad alto rischio, dunque nelle zone arancioni, restano invece aperti i negozi ma chiudono bar e ristoranti. Limitato in queste zone anche “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza” salvo esigenze di lavoro, studio, salute e necessità.

La bozza del nuovo Dpcm prevede che a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale sia consentito “un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento”; ciò con esclusione, però, del “trasporto scolastico dedicato”. Smart working ai massimi livelli possibili, sia nella Pubblica amministrazione che nel settore privato, e ingressi differenziati del personale. In particolare, le pubbliche amministrazioni (salvo il personale sanitario e chi è impegnato nell’emergenza) dovranno assicurare “le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato” e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione”. Sarà compito di ciascun dirigente di garantire il massimo livello di smart working. La bozza di Dpcm contiene anche la “forte raccomandazione” dell’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.

Al fine di contrastare il diffondersi del coronavirus, la bozza del Dpcm prevede, inoltre, anche lo stop dei servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana. Il provvedimento fa salve le crociere in atto entro l’8 novembre. E’ inoltre consentito alle navi di bandiera estera impiegate in servizi di crociera l’ingresso nei porti italiani esclusivamente ai fini della sosta ‘inoperosa’.