Ombre sulle assunzioni Enit, problemi per le candidature. La casella Pec dell’Agenza del Turismo era sovraccarica

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Le ventuno assunzioni all’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo, finiscono sotto esame, prima che vengano realizzate. Con il pericolo di eventuali ricorsi a inficiare la selezione. Dopo le polemiche sulla nomina dei commissari esterni per la valutazione, e quindi di un aggravio delle spese fino a un massimo di 3mila euro a commissario, è stata sollevata un’altra questione: un possibile malfunzionamento durante l’invio delle candidature. “Il procedimento non sarebbe stato perfezionato a causa del raggiungimento dello spazio limite della casella di posta elettronica certificata (PEC) dell’Agenzia”, ha messo nero su bianco il deputato del Gruppo Misto, Aris Prodani, in un’interrogazione presentata alla Camera per chiedere chiarimenti al ministero dei Beni culturali e del Turismo (Mibact), guidato da Dario Franceschini, che ha il compito di vigilare sull’Agenzia. “In questo contesto, non risulterebbe chiara la modalità di azione dell’ente allo scopo di assicurare la partecipazione dei candidati”, ha sottolineato Prodani.

Riforme da definire – La situazione all’Enit, attualmente sotto organico nell’attesa di portare a termine le assunzione, continua a essere delicata. La sottosegretaria del Mibact, Dorina Bianchi, ha ammesso in Aula a Montecitorio che bisogna terminare l’iter della riforma dell’Agenzia. “Il ministero è pienamente consapevole di quale sia il ruolo strategico dell’Enit per il rilancio di un settore, che è quello del turismo, che è importante per il nostro Paese, e continuerà a seguire l’implementazione della riforma concepita per ridare a quest’ente una maggiore capacità operativa”, ha dichiarato in Aula in risposta a un’interpellanza di Mattia Fantinati, deputato del Movimento 5 Stelle, difendendo comunque la trasparenza della gestione. “Il Governo glissa sulla gestione opaca dell’Agenzia Nazionale del Turismo e ammette che va riformato per aumentarne la capacità operativa”, ha replicato Fantinati. I pentastellati hanno puntato il dito contro presunti sprechi: “Non dovrebbe essere difficile promuovere l’Italia, primo Paese nella classifica delle mete turistiche desiderato. Di sicuro – ha incalzato il parlamentare – l’offerta turistica non si rafforza con sprechi come i 500mila euro spesi per due stand alla Fiera si Mosca”. Da qui l’annuncio: il M5S vuole portare il caso della gestione dell’Enit all’esame dell’Anac e della Corte dei conti.

La difesa – L’Enit ha respinto gli addebiti, fornendo altre cifre per il bilancio: “Il budget previsto nei progetti speciali per progettazione e sviluppo è di  1 milione 595mila euro cui vanno aggiunte le spese per traduzioni in lingue fondamentali per il turismo italiano ma attualmente assenti (Cinese, Giapponese, Portoghese, Coreano e Arabo)”. La presidnete dell’Agenzia Evelina Christillin ha quindi smentito finanziamenti di progetti speciali per 13 milioni di euro: “Sono previste azioni di promozione on line nel mondo del sito Italia.it e di tutti i social di Enit per un importo di 2 milioni di euro”.

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di Gaetano Pedullà

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