Operativa la nuova disciplina delle intercettazioni. Il ministero della Giustizia investe 60 milioni per attuare la riforma. Bonafede: “Ridurremo al minimo eventuali difficoltà applicative”

dalla Redazione
Politica

Da oggi è pienamente operativa la nuova disciplina delle intercettazioni. Al termine di un percorso avviato nel 2018, il ministero della Giustizia ha completato le attività organizzative, formative e di sviluppo tecnologico, necessarie all’attuazione della normativa. Il lavoro, fa sapere via Arenula, ha riguardato sei aree di intervento: Adeguamento dei sistemi informatici; Adeguamento dei locali dedicati e acquisti; Rafforzamento della sicurezza fisica; Formazione dedicata; Incontri e indicazioni a carattere organizzativo-logistico; Attività di monitoraggio delle attività svolte.

“Non è stata una riforma a costo zero – spiega in una nota il ministro il Guardasigilli Alfonso Bonafede – e ci siamo mossi per tempo in modo da ridurre al minimo le inevitabili difficoltà applicative della nuova disciplina. Da oggi entra in vigore una fase nuova per uno strumento investigativo fondamentale come quello delle intercettazioni. Il Ministero rimarrà in contatto con i Procuratori e l’Avvocatura per raccogliere le segnalazioni circa le eventuali criticità che dovessero manifestarsi e approntare le relative soluzioni”.

Il ministero ha allestito 140 sale Centro intercettazioni telecomunicazioni (CIT) con rete dedicata e cablaggio e dotazione dedicata di Pc portatili. In ogni sala è stato inoltre installato il server ministeriale e realizzato il software per la gestione dell’archivio digitale multimediale e per l’archivio documentale. Sessanta milioni di euro sono, invece, le risorse già spesi per le infrastrutture tecnologiche, per le opere murarie e per gli acquisti necessari. Nelle sale sono stati installati 700 server e i rack dedicati alle sole intercettazioni, oltre 1100 i PC dedicati e destinati alle sale d’ascolto e circa 3.500 le persone coinvolte nella formazione specifica (personale amministrativo, magistrati e polizia giudiziaria).

“L’immediato futuro – aggiungono dal ministero della Giustizia – vede gli uffici coinvolti chiamati indubbiamente alla sfida di un rinnovamento anche delle logiche organizzative e dei flussi di lavoro. Dal 10 settembre partirà pertanto la formazione in tutte le Procure della Repubblica, con la predisposizione di un supporto alla gestione organizzativa”.