Ore contate per il coprifuoco. Addio serrata delle 22 già dal prossimo 16 maggio. Di Maio fiducioso ma invita alla prudenza

coprifuoco Di Maio
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Il 16 maggio, per il ministro degli esteri Luigi Di Maio, è una “data auspicabile” per superare il coprifuoco alle ore 22. “Tutti vogliono uscire da questo incubo, ma il tema è lavorare per non rientrarci. Stiamo lavorando, insieme ai ministri della Sanità e del Turismo, all’estate per far entrare i turisti stranieri”, ha detto ancora Di Maio, spiegando però che “non è un liberi tutti”. “Ci siamo passati troppe volte: ci sentivamo di esseri liberi e poi siamo piombati in una terza ondata. Non è una situazione che si è vista solo in Italia ma anche in altri Paesi”, ha concluso Di Maio.

Dunque coprifuoco in pole position ma anche orari più lunghi per i ristoranti e apertura anticipata per quelli che hanno tavoli al chiuso. Il conto alla rovescia verso il tagliando delle misure anti coronavirus previste dal decreto sulle riaperture è iniziato. Già la prossima settimana si potrebbe riunire la cabina di regia coordinata dal premier Draghi con i ministri, i capidelegazione delle forze politiche di maggioranza e gli esperti del Comitato tecnico scientifico (cts).

Al di là del pressing delle Regioni e del centrodestra per allentare la stretta, l’idea di fare il punto sulla base della curva dei contagi e dell’andamento della campagna vaccinale era già stata fatta propria dal capo del Governo. A metà mese infatti sarà possibile valutare gli effetti delle prime riaperture. Da una parte il calo dei contagi e dei ricoveri nelle terapie intensive creano le condizioni per un allentamento della stretta. Dall’altra parte, l’ala rigorista del governo continua a ribadire la necessità di procedere con prudenza per non vanificare gli sforzi fatti finora. Dunque tutti buttati a capofitto sul coprifuoco: difficile che il governo decida di eliminarlo totalmente e, dunque, si va verso il posticipo alle 23 o a mezzanotte, rinviando all’inizio di giugno ulteriori scelte.

Di conseguenza il coprifuoco posticipato alle 23 o a mezzanotte potrebbe avere delle ripercussioni sull’orario di chiusura di ristoranti e bar con tavoli all’aperto. In particolare, queste attività potrebbero chiudere alle 22 e trenta nel caso in cui il coprifuoco dovesse slittare alle 23, alle 23:30 se il termine ultimo alla fine fosse fissato alla mezzanotte. Tra le soluzioni che la cabina di regia potrebbe approvare c’è quella di consentire ai ristoranti in zona gialla di predisporre tavoli anche al chiuso, in anticipo rispetto alla scadenza attualmente prevista dall’ultimo provvedimento, il 1 giugno.

Lo stesso potrebbe accadere alle palestre: anch’esse ripartirebbero da metà maggio. Il pressing è per aprire sia i ristoranti al chiuso, sia le palestre dal 17 maggio. Il tagliando di metà mese potrebbe prevedere novità anche per il caffé al banco. Allo stato attuale è previsto solo il servizio al tavolo all’esterno. Non si può sostare all’interno del bar per consumare in maniera rapida. Ristoratori e baristi hanno criticato questa soluzione. Non è escluso che il Governo decida di rivederla. Dunque la questione principale, nonché quella da cui dipenderanno le altre misure, rimane quella del coprifuoco.

“Ho la nausea dei discorsi sul coprifuoco” dice Massimo Galli, direttore Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano. “Nell’arco della giornata esistono quattro condizioni che implicano movimento e rimescolarsi della popolazione tutta: l’andare a lavoro o a scuola, lo stare a lavoro o a scuola con i contatti che si hanno, il tornare a casa, l’uscire la sera e avere relazioni e vedere gente”, spiega Galli. “è evidente che se devi mantenere per forza le prime tre cose, che sono quelle che tengono in movimento il paese, finisci per doverne sacrificare o ridimensionare una, che comporta un rimescolamento di popolazione completamente diverso dalle altre tre”. Ma anche tra gli esperti trovare un punto di incontro non sembra facile.

“Il coprifuoco non ha basi scientifiche e vietare di uscire di casa dopo le 22 per ben 7 mesi non è solo un provvedimento liberticida, ma il più liberticida fra quelli che sono stati presi”. A sostenerlo è Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, che sottolinea: “una misura non compresa è inutile e in questo caso, può essere persino controproducente”. Il problema del coprifuoco dal punto di vista scientifico, precisa Bassetti, “è che non abbiamo dati per dire che funzioni.

Sappiamo che da quando è stato istituito ha dato risultati ma insieme a altri provvedimenti, come la chiusura di bar e ristoranti. Oggi però non so a cosa serva tra le 22 e le 23, nel momento in cui locali e ristoranti sono comunque aperti”. Questo provvedimento dovrebbe disincentivare il movimento delle persone, ma “se le persone sono in giro per 3 ore la sera invece che per 4 ore, si ha solo l’effetto contrario a quello voluto, perché fanno la stessa cosa per un’ora in meno, quindi si concentrano di più, si assembrano di più e ci sono più contatti. Non ha nessun razionale”.