Ossigeno dal Tar per gli Angelucci

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di Clemente Pistilli

Ossigeno per gli Angelucci. Dopo inchieste, processi e richieste di risarcimento milionarie, il gruppo San Raffaele, che solo nel Lazio gestisce 13 cliniche, è riuscito ora a ottenere dai giudici una sentenza che obbliga la Regione Lazio a pagargli oltre 4,6 milioni di euro. Nel 2007 la Pisana aveva escluso la società che fa capo al deputato Antonio Angelucci, di Forza Italia, dalla ripartizione di 50 milioni destinati a strutture sanitarie in cui è presente la facoltà di medicina e da quella di 356 milioni diretti a strutture ad alta specializzazione e complessità, prevista per l’anno successivo. La Tosinvest, poi diventata San Raffaele spa, ha fatto ricorso e ottenuto dal Tar l’annullamento di quell’atto, un provvedimento confermato dal Consiglio di Stato. La Regione ha continuato a non versare un centesimo agli Angelucci, che hanno bussato nuovamente alla porta dei giudici amministrativi e che si sono visti riconoscere da un commissario 490 mila euro per il San Raffaele Portuense, 184.500 euro per il San Raffaele Nomentano e 3,9 milioni di euro per il San Raffaele di Cassino, oltre a quanto previsto per l’attività universitaria. Il Tar del Lazio ha ora dato 60 giorni di tempo alla Regione per provvedere e, nel caso gli Angelucci dovessero essere lasciati ancora al verde, verrà inviato come commissario il direttore generale della Direzione generale programmazione sanitaria del Ministero della salute. Una sonora bacchettata per la Pisana, condannata anche a pagare le spese di giudizio.