Pacchetto Sicurezza, il Quirinale vigila. E la maggioranza non trova la quadra sulle norme

Sicurezza: il Quirinale vigila e la maggioranza guidata ancora non trova la quadra sulle norme del pacchetto atteso domani in Cdm

Pacchetto Sicurezza, il Quirinale vigila. E la maggioranza non trova la quadra sulle norme

Il Consiglio dei ministri chiamato a varare il pacchetto sicurezza, sull’onda degli scontri nella manifestazione per Askatasuna a Torino, potrebbe tenersi già domani. Mentre oggi il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riferirà in Parlamento. Ma la riunione di ieri sulla sicurezza a Palazzo Chigi, convocata da Giorgia Meloni, non ha ancora risolto tutte le questioni aperte. Al vertice di governo hanno partecipato i vicepremier Antonio Tajani (in collegamento da Palermo) e Matteo Salvini, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa) e Carlo Nordio (Giustizia), i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, nonché i vertici delle forze dell’ordine, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Salvatore Luongo, il comandante generale della Guardia di finanza Andrea De Gennaro e il capo della Polizia Vittorio Pisani.

Sicurezza: il Quirinale vigila e la maggioranza ancora non trova la quadra sulle norme del pacchetto

Non è ancora stato deciso cosa entrerà nel decreto legge e cosa invece nel disegno di legge che insieme comporranno il pacchetto sicurezza. E, soprattutto, alcune norme di dubbia costituzionalità su cui vigila il Quirinale meritano un approfondimento. È il caso del fermo preventivo. Una misura che sarebbe ritenuta “fondamentale” dagli addetti ai lavori per consentire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni. Nelle bozze circolate in queste settimane era collocata nel disegno di legge, con la possibilità di trattenere fino a 12 ore per accertamenti i sospettati di “costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche” in base a “elementi di fatto, al possesso di armi, strumenti atti ad offendere, o all’uso di caschi” o altri strumenti per camuffare il volto. “Piantedosi lo propone per 12 ore. Secondo me si può arrivare anche a 48 ore”, ha sottolineato Salvini domenica.

Sicurezza: dubbi di costituzionalità sul fermo preventivo

Ieri il leader leghista ha rilanciato. “Sabato – ha detto – abbiamo visto azioni terroristiche, motivo per cui alcune norme che avevamo elaborato come Lega nei mesi passati diventano urgenti, penso alla possibilità di fare perquisizioni sul posto, al fermo preventivo fino a 12 ore, io direi fino a 24 ore e poi anche la cauzione per chi organizza cortei”. Del fermo preventivo “si è discusso” nella riunione di governo, ha detto il capogruppo di FI al Senato, Maurizio Gasparri, lasciando Palazzo Chigi. “Però – ha aggiunto – è un tema da approfondire, che approfondirà il governo tenendo conto dei principi giuridici che vigono nel nostro Paese”.

Forza Italia frena sulla cauzione su cui insiste la Lega

In tema di sicurezza, “delle garanzie ci vogliono dopo quello che è successo, soprattutto i cortei che devastano le nostre città. Si stanno ancora affinando i contenuti sia del decreto che del disegno di legge. L’altra questione è quella della attività di prevenzione, quindi impedire a chi è già pregiudicato per reati violenti commessi durante le manifestazioni di partecipare alle manifestazioni”, in “una sorta di daspo, così come si fa con gli ultrà violenti con il calcio. Adesso bisogna perfezionare il contenuto”, ha spiegato Tajani.

Sulla cauzione invece Forza Italia frena. La previsione di una cauzione agli organizzatori delle manifestazioni “è una misura complicata da attuare”, ha spiegato Gasparri, spiegando che ci sono delle “valutazioni” perché “c’è il tema della responsabilità oggettiva”. “Perché io – ha aggiunto come esempio Gasparri – posso anche essere l’organizzatore ma magari arriva qualcuno che compie atti violenti in piazza quando sono già andato via”. La proposta è stata bocciata dai sindacati. “È assolutamente impropria e incostituzionale. A chi non ha le possibilità economiche si toglie il diritto di manifestare?”, ha replicato la Cgil.

Stretta sui coltelli e scudo penale per gli agenti

Nel pacchetto troverà spazio la stretta sui coltelli, pensata per arginare gli episodi di violenza giovanile. Salvini conta che nel decreto entrerà la norma che evita alle forze dell’ordine l’iscrizione automatica nel registro degli indagati in caso di legittima difesa. Per sostenere questa novità la Lega ha organizzato gazebo in tutta Italia. Nel prossimo pacchetto sicurezza “alcune sanzioni penali vengono degradate a quelle amministrative, che vengono ritenute più efficaci e di più immediata applicazione”, ha detto Nordio.