Pacchi viveri agli amici, si dimette la leghista Rosetta. La prima cittadina è accusata di aver distribuito arbitrariamente gli aiuti alimentari per l’emergenza Covid

Michela Rosetta
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Dopo l’arresto per l’inchiesta sui pacchi viveri che in piena emergenza Covid venivano consegnati arbitrariamente a chi non ne aveva diritto (leggi l’articolo), la sindaca leghista di San Germano Vercellese ha gettato la spugna e annunciato le dimissioni. “Mi sono sempre prodigata per il bene pubblico, ora devo difendermi da accuse ingiuste mosse da persone da tempo a me avverse” ha fatto sapere la prima cittadina dimissionaria, Michela Rosetta, attraverso il proprio legale.

La donna, decisa a non finire nel tricarne mediatico, ha definito le accuse nei suoi confronti “infondate, ingiuste e gratuitamente infamanti”. Un passo indietro che segue l’indagine per la quale la leghista è finita ai domiciliari in quanto, secondo la Procura di Vercelli, nel piccolo Comune i pacchi viveri degli aiuti Covid venivano negati ai poveri e agli stranieri mentre venivano concessi a famiglie “amiche” con l’aggiunta di mazzancolle e altri cibi pregiati.

LO SCANDALO. Fatti per i quali la donna domani dovrà presentarsi in tribunale a Vercelli per essere sottoposta a interrogatorio. Nell’inchiesta con le accuse, a vario titolo, di peculato, falsità materiale e falsità ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale, sono coinvolti anche il consigliere comunale, nonché ex assessore, Giorgio Carando, il consigliere comunale ed ex vicesindaco Maurizio Bosco e altre due persone.