Pace fatta nel Movimento 5 Stelle. Resta lo spauracchio di Casaleggio. In aumento le scommesse su un’ampia ricucitura. Ma si lavora anche a una struttura senza Rousseau

Che sia stato un convitato di pietra – anzi, il convitato di pietra – non cโ€™รจ ombra di dubbio. Perchรฉ se รจ vero che allโ€™appello tra gli interventi mancava anche quello di Beppe Grillo, a far piรน rumore รจ stato sicuramente il silenzio di Davide Casaleggio. Le polemiche dei giorni che hanno preceduto gli Stati generali del Movimento cinque stelle, dโ€™altronde, non possono essere chiuse tra parentesi e far finta che nulla sia mai accaduto e che tutto si possa risolvere in due giorni di interventi. Sarebbe paradossale. E lo sanno bene anche allโ€™interno del Movimento cinque stelle. Ecco perchรฉ, se da una parte tra i parlamentari si respira aria di sollievo perchรฉ di fatto รจ stata scongiurata una crisi che, nel peggiore degli scenari, avrebbe potuto portare anche a una scissione, dallโ€™altra รจ altrettanto vero che dietro la soddisfazione generale e condivisa continua a nascondersi un malumore per chi ha sempre creduto nel โ€œfronteโ€ (guai, perรฒ, a parlare di fronte tra i pentastellati) facente capo al figlio del cofondatore M5S.

FRONTI OPPOSTI. Nel mezzo resta un altro nome, quello di Alessandro Di Battista. โ€œรˆ inutile nascondersi dietro un dito – spiega un parlamentare del Movimento cinque stelle – siamo tutti contenti che Ale sia rimasto e abbia un ruolo attivo nel Movimento. In questa maniera non cโ€™รจ scissione e resta una voce che trascina le folle e mantiene tutti noi legati alle originiโ€. Lo scotto da pagare, secondo lโ€™ala piรน governista, รจ stato perรฒ quello di non โ€œaffondareโ€ troppo sui temi portanti da cui in molti, in realtร , si sarebbero aspettati tesi piรน nette: la deroga al doppio mandato e lโ€™alleanza strutturale col Partito democratico. Si deciderร  caso per caso, sembra di capire. Senza dimenticare che il documento conclusivo, da cui dovrebbe emergere anche in concreto che natura avrร  la struttura collegiale a capo del Movimento, si conoscerร  solo tra qualche settimana, secondo quanto comunicato sia da Luigi Di Maio, vero leader in pectore, sia da Vito Crimi.

Il risultato finale รจ un copione ancora tutto da scrivere mentre ci si aspettava, probabilmente, che sarebbe stato scritto giร  domenica sera. Chi guarda al bicchiere mezzo pieno, invece, vede un Movimento coeso e compatto (e questo รจ senzโ€™altro vero), intorno perรฒ a regole, tesi, idee e principi che restano nebulosi esattamente come lo erano prima degli stessi Stati generali. In disparte resta Davide Casaleggio. โ€œSono convinto che alla fine si troverร  un accordo, unโ€™intesa e Davide tornerร  ad avere il ruolo importante che ha sempre avuto nel Movimentoโ€, commenta ancora qualche parlamentare che si definisce โ€œun inguaribile ottimistaโ€. E forse solo gli ottimisti possono pensare che questo possa accadere. Se infatti le frasi di circostanza prevedono che si ripeta religiosamente che Casaleggio ricopre un ruolo determinante, la veritร  รจ che per i big, Di Maio in testa, la frattura รจ insanabile. Per due ordini di ragione: innanzitutto per via degli attacchi che sono stati fatti nel corso delle ultime settimane.

Non ci si puรฒ dimenticare – e non puรฒ farlo Di Maio – che addirittura ci si รจ servito del blog delle stelle per andar contro il Movimento, prestando il fianco cosรฌ alle opposizioni e ai sovranisti. E, in secondo luogo, per il fallimento di Rousseau, tra soldi non versati, fondi mai arrivati, costi elevati e un sistema che non funziona come dovrebbe. Ecco perchรฉ qualcuno sta giร  pensando a una forma diversa di partecipazione, ritornando alle persone e alle piazze. Piรน meet-up e meno web, per intenderci.