Palmira resuscita nel Colosseo. In mostra dal 7 ottobre i tesori distrutti dall’Isis: le meraviglie di Siria e Iraq rivivono in 3D

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Il Toro di Nimrud con la testa dalle fattezze umane non esiste più. Polverizzato. Del soffitto del Tempio di Bel a Palmira restano soltanto frammenti. La sala dell’archivio di Stato del Palazzo di Ebla, che custodiva ben 17mila tavolette cuneiformi, versa in grave stato di abbandono. Ma ora, a distanza di migliaia di chilometri, le opere distrutte dalla violenza cieca jihadista, potranno rivivere. In Italia. A Roma. In un altro monumento di fama e bellezza mondiali: il Colosseo. Ebla, Nimrud, Palmira, dunque, rivivranno. Tre luoghi condannati a morte dal terrorismo islamico rinascono nel Colosseo: dal 7 ottobre all’11 dicembre il Toro di Nimrud, la Sala dell’Archivio di Stato di Ebla e il Soffitto del Tempio di Bel a Palmira, ricostruiti a grandezza reale, saranno esposti nel secondo anello del monumento più visitato d’Italia.

LA KERMESSE
La mostra “Rinascere dalle distruzioni”, che verrà inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal ministro Dario Franceschini e che sarà realizzata dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo, non è solo un atto simbolico contro la violenza jihadista e contro il ritorno dell’iconoclastia. L’esposizione, che ha il Patrocinio dell’Unesco ed è ideata e curata da Francesco Rutelli e Paolo Matthiae con l’impegno dell’Associazione Incontro di Civiltà e il fondamentale sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo del professor Emmanuele Emanuele, va anche oltre la sfera culturale, essendo un importantissimo test scientifico. La rinascita di questi monumenti, clamorose testimonianze delle antiche civiltà del Medio Oriente e del loro profondo rapporto culturale con il Mediterraneo, è stata possibile, infatti, grazie al lavoro altamente qualificato e specializzato svolto da tre aziende italiane, con il ricorso a tecnologie innovative. Tutta la lavorazione è stata eseguita sotto la guida di un comitato scientifico di storici dell’arte.

CILIEGINA SULLA TORTA
Ma non è finita qui. La mostra, infatti, si completa con un affascinante video installazione firmata da Studio Azzurro, che contribuisce a immergere lo spettatore nelle atmosfere assolate dei Paesi dei monumenti: Siria e Iraq. Gli occhi delle persone incontrate e riprese in quelle terre, da custodi di una memoria condivisa, sono adesso divenuti gli attoniti testimoni della sua distruzione. Non resta che partecipare alla rinascita, dunque. Perché la cultura è la vera arma contro il terrore.

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di Gaetano Pedullà

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