La pandemia non è finita. Va affrontata con determinazione e vigilanza. Draghi: “Tenere alta la pressione sui tamponi e sequenziare molto di più”

MARIO DRAGHI
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“La pandemia non è finita, va affrontata con determinazione e vigilanza”. È quanto ha detto il premier Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa (qui il video) dopo il Consiglio Europeo a Bruxelles. “Serve tenere alta la pressione sui tamponi – ha aggiunto il premier a proposito delle varianti -, individuare lo sviluppo di nuove varianti e per far ciò occorre sequenziare molto di più”.

“Il problema – ha detto ancora Draghi parlando della variante Delta – è che in Inghilterra vediamo come la diffusione di questa variante sta creando incertezza sulla ripresa economica, sulla quale il Paese era avviato molto, molto bene. Noi non vogliamo né trovarci in questa situazione, né soprattutto in autunno, quando ricominciano le scuole, quando i trasporti pubblici ritornano ad essere pieni, non vogliamo certamente ritrovarci nella situazione dello scorso anno. Insomma, è passato quasi un anno: avremo imparato anche qualcosa”.

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“Il green pass è una storia di successo”, ma, ha aggiunto Draghi, che “occorre avere una maggiore uniformità di comportamenti anche con i Paesi terzi al di fuori dell’area europea”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, in merito alle prospettive post-Covid, il premier ha detto di non temere un “rischio di politiche di bilancio non allineate nell’area europea”.

Draghi ha poi ribadito anche che grazie agli strumenti del Recovery “la crescita dovrà essere sostenuta mirando a tassi di crescita più alti rispetto a quelli precedenti pre-pandemia” per mantenere una politica fiscale “espansiva e focalizzata in particolar modo sugli investimenti sia nell’ambito della transizione digitale e verde ma anche in termini di capitale umano”.

“Tutti questi progetti inerenti al Pnrr – ha aggiunto Draghi – insieme alle politiche fiscali nazionali incrementeranno la crescita data dal fatto che la spesa produce questa crescita e dunque una maggiore produttività del Paese”.