Con la legge sulla parità salariale si inizia invertire la rotta. Ciprini (M5S): “La prossima battaglia è il salario minimo”

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Onorevole Tiziana Ciprini (M5S), solo commenti positivi alla legge sulla parità salariale (leggi l’articolo). Si parte bene in vista del passaggio al Senato…
È quello che auspico. Ogni anno il divario retributivo di genere fa perdere all’Italia 8 punti di Pil: inaccettabile. Con questo provvedimento iniziamo a invertire la rotta. Grazie alla collaborazione tra la commissione Lavoro della Camera e il governo siamo giunti a una sintesi e a un coordinamento del testo, che racchiude parte della mia proposta di legge, con le previsioni del PNRR. Come M5S abbiamo lavorato alacremente per arrivare a questo risultato, e adesso anche i colleghi a Palazzo Madama faranno lo stesso affinché la pdl ottenga presto il via libera definitivo.

Cosa può significare questo importante passo in avanti nell’ambito occupazionale?
La pandemia ha messo a nudo le disparità esistenti nel mondo del lavoro. L’obiettivo di questa legge è fare un salto in avanti dal punto di vista culturale. Essa introduce un sistema premiale, consistente in uno sgravio contributivo fino a 50mila euro all’anno, per le aziende virtuose che incentivano le buone pratiche in materia di parità. Inoltre, nel Codice delle Pari opportunità si inseriscono tra le discriminazioni indirette anche gli atti di natura organizzativa che limitano lo sviluppo di carriera delle lavoratrici. Interventi necessari e non più rinviabili.

Quale sarà ora la prossima necessaria battaglia?
Il salario minimo. In Italia ci sono 4,5 milioni di lavoratrici e lavoratori che guadagnano meno di 9 euro lordi all’ora. Come dimostrano numerosi studi, penso a quello dell’Università di Harvard sulla Germania, l’introduzione di questa misura porta benefici in termini di Pil e occupazione. L’Italia è l’unico Paese europeo in cui i salari sono diminuiti rispetto al 1990: dobbiamo spezzare questo circolo vizioso e per farlo serve il salario minimo.

Leggi anche: Uomini e donne uguali sul lavoro. Passa la legge sulla parità salariale. Ok unanime della Camera al testo che ora va al Senato. Previsti sgravi contributivi per le aziende virtuose.