Partiti osceni

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di Gaetano Pedullà

La resa di Forza Italia. Con le candidature annunciate ieri alle Europee il partito di Berlusconi si avvia verso una disfatta annunciata. Zeppa di vecchi arnesi della politica, indagati, condannati, personaggi discutibili: mai lista fu fatta più di questa per perdere. Forse dalle parti del Cavaliere non si sono accorti del ciclone Renzi, della voglia di cambiamento che il premier sta intercettando anche grazie ad abili scelte di comunicazione. La lista del Pd avrà una trazione tutta femminile, in quella azzurra le donne si fermano al 40%; nel principale partito del centrosinistra non mancano le novità e i volti nuovi, in quel che resta del primo partito del centrodestra quando va bene siamo all’usato sicuro. E non c’è molto da stare allegri pure nel Nuovo Centrodestra di Alfano, pieno di eurodeputati uscenti nonostante l’Italia negli ultimi anni non abbia contato niente in Europa. Se dobbiamo rispedire questi personaggi a Bruxelles, tanto vale che dall’Unione ce ne andiamo proprio. Più o meno quello che vogliono Fratelli d’Italia e Lega Nord, in gara a lisciare il pelo agli euroscettici. Folla di sconosciuti invece per i Cinque Stelle di Grillo, che al grido di “fuori dall’Euro” e morte agli eurosprechi potrebbero farsi perdonare la falsa partenza degli eletti in Parlamento. Rari, anzi rarissimi, quei candidati – in tutti gli schieramenti – capaci di fare davvero qualcosa per l’Italia dentro al Parlamento europeo. Quanti di questi sanno l’inglese o il francese? Quanti hanno idea dei regolamenti comunitari? Quanti hanno anche un minimo legame con le istituzioni dell’Ue? Ce n’è abbastanza per un servizio delle Jene.