Querele temerarie alla stampa. Archiviata l’indagine sul giornalista denunciato perché raccontò della multa “tolta” al questore di Pescara. Altro che diffamazione…

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Archiviata l’indagine nei confronti del giornalista abruzzese, Marco Patricielli, che dopo aver raccontato di una contravvenzione per divieto di sosta al questore di Pescara, poi diventata fantasma, si ritrovò a scontare una perquisizione in casa e in redazione (quella del Tempo Abruzzo di Pescara) finalizzata probabilmente a scoprire la fonte della notizia. Il giornalista, querelato dal questore Paolo Passamonti per diffamazione, pubblicò nel 2014 gli atti dell’inchiesta. Ma secondo il Gip Patricielli ha soltanto narrato i fatti di cronaca emersi dalle indagini dei Carabinieri. Il giudice ha riconosciuto che nell’espressione di giudizi critici “l’articolista non ha superato il limite della continenza e ha comunque scritto di un oggetto di rilevanza sociale’, per cui ‘le espressioni utilizzate nell’articolo costituiscono legittimo esercizio del diritto di critica/cronaca”.  Detto questo dall’indagine emerge che quella contravvenzione era “diventata effettivamente fantasma”. Il pm Nicola Maiorano nella richiesta di archiviazione, infatti, ha sottolineato che: “Le puntuali ed articolate indagini svolte dai Carabinieri di Pescara hanno messo in luce condotte quanto meno ‘opache’ da parte di taluni soggetti istituzionali coinvolti nella vicenda che giornalisticamente (ed efficacemente) è stata ribattezzata ‘contravvenzione fantasma”.

“Il decreto con cui il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma ha archiviato il procedimento per diffamazione nei confronti del collega Marco Patricelli riafferma un principio fondamentale per il diritto di informazione: è sempre ammessa la critica nei confronti di soggetti istituzionali soprattutto se connessa a presupposti veri”, hanno affermato con soddisfazione in una nota Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi.  “Il gip di Roma ha fatto giustizia, sottolineando che l’autore dell’articolo ha ‘inteso narrare solo fatti di cronaca giudiziaria emersi nell’ambito di indagini svolte dai Carabinieri'”. “Inoltre – commentano Lorusso e Giulietti – Si tratta di un importante riconoscimento del diritto di cronaca, il cui esercizio è sempre legittimo né può trovare limitazione in querele o in azioni di risarcimento promosse al solo fine di intimidire il giornalista”.

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