Paura in Olanda. Un uomo spara su un tram a Utrecht. Il bilancio è di 3 morti. Arrestato dalla polizia dopo qualche ora ma il terrorismo non c’entra

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Una sparatoria su un tram di linea a Utrecht, poi la fuga dell’assaltatore che ha fatto ripiombare l’intera Europa nell’incubo del terrorismo. Otto lunghe ore, tanto è durata la latitanza del ragazzo che ieri in Olanda ha aperto il fuoco uccidendo tre persone e ferendone altre cinque. Si tratta di Gökmen Tanis, 37 enne di origini turche, arrestato dai reparti speciali dopo la strage compiuta in una zona residenziale e periferica della cittadina olandese che dista pochi chilometri da Amsterdam.

Subito dopo l’assalto, avvenuto ieri alle 10.45, nella piazza 24 Oktoberplein, tutti hanno trattenuto il fiato. Inevitabile, infatti, pensare che fosse in atto una vendetta verso gli attacchi suprematisti della settimana scorsa a Christchurch in Nuova Zelanda dove, in due moschee, erano state assassinate quarantanove persone e ferite cinquanta. Ma l’iniziale ipotesi dell’attacco terroristico, diramata anche sui canali social della polizia di Utrecht, con il passare delle ore non trovava riscontri, a differenza di quella, messa in giro dai media turchi, secondo cui Tanis avrebbe agito per motivi personali. Due piste differenti che, al momento, gli inquirenti stanno vagliando senza lasciare nulla al caso e per le quali, in tarda serata, è stato fermato anche un secondo sospettato.

In primo luogo l’indiscrezione giunta alla Bbc da parte di un connazionale di Tanis secondo cui quest’ultimo era già stato arrestato per presunti legami con l’Isis, salvo poi essere rilasciato dopo qualche tempo. Ma c’è di più perché a suo dire, l’attentatore di Utrecht recentemente sarebbe anche andato a combattere in Cecenia. Inoltre ad insospettire gli investigatori c’è anche il fatto che lo Stato islamico, subito dopo gli assalti in Nuova Zelanda di venerdì scorso, aveva preannunciato imminenti rappresaglie. E a parlare di un possibile attacco islamista era stato anche il premier olandese Mark Rutte che, nell’immediatezza dei fatti, aveva convocato una conferenza stampa per affermare: “Un atto di terrorismo ed un attacco alla nostra civiltà, contro la nostra società aperta e tollerante. Non vi è che una sola risposta che è quella che il nostro stato di diritto e la nostra democrazia è più forte del fanatismo e della violenza.”.

Una tesi del tutto diversa da quella dei familiari che, invece, parlano di un ragazzo difficile ma che avrebbe agito per questioni familiari. Un passato burrascoso che, infatti, lo vedeva protagonista di numerosi episodi finiti al vaglio della magistratura tra cui una rapina a mano armata del febbraio 2012, il tentato omicidio di dicembre 2013, vandalismo contro un negozio e un commissariato a ottobre 2015 e luglio 2017, per finire con una violenza sessuale per la quale sarebbe tutt’ora sotto processo.

Tutto è accaduto nel volgere di pochi istanti. Tanis saliva sul tram, fermo nella zona di Kanaleneiland, come se nulla fosse. Poco dopo, però, avrebbe puntato una donna, colpendola a sangue freddo e uccidendola. A questo punto, secondo la ricostruzione dei presenti, alcuni passeggeri sarebbero intervenuti in difesa della donna, venendo raggiunti da colpi di pistola. Immediatamente sui media olandesi venivano diffuse le immagini estratte dalla videocamera del tram e così iniziava la caccia all’uomo, in cui venivano impiegati anche diversi elicotteri, finita con l’arresto di Tanis.