Ad agosto peggiora l’indice della fiducia dei consumatori (da 97,2 a 96,2) mentre l’indicatore del clima di fiducia delle imprese rimane stabile a 93,6.
Il clima di fiducia diminuisce nell’industria
Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia diminuisce nell’industria (nel comparto manifatturiero cala da 87,8 a 87,4 e nelle costruzioni diminuisce da 102,3 a 101,3) e, soprattutto, nel commercio al dettaglio (da 105,7 a 102,8).
Al contrario, l’indice aumenta nel comparto dei servizi di mercato (da 93,8 a 95,0).
Cresce il fatturato industriale a giugno ma cala nel trimestre e nei primi sei mesi dell’anno rispetto al 2024
Cresce il fatturato dell’industria e dei servizi a giugno. Ma, attenzione, l’andamento su base trimestrale è differente: nel secondo trimestre si registra, infatti, un arretramento congiunturale per l’industria, mentre si osserva una dinamica positiva per i servizi. A comunicarlo è l’Istat.
A giugno il fatturato dell’industria aumenta dell’1,2% in valore e dell’1,9% in volume. La crescita è dell’1,5% sul mercato interno (+2,7% in volume) e dello 0,4% su quello estero (+0,2% in volume). Per il settore dei servizi l’aumento è dello 0,9% in valore e dello 0,5% in volume, con dinamiche positive sia nel commercio all’ingrosso, sia negli altri servizi.
Nel mese di giugno, in termini tendenziali e al netto degli effetti di calendario, il quadro è positivo per entrambi i macrosettori, spiega l’Istat (+0,3% per l’industria, +3,6% per i servizi in valore).
Nel complesso del primo semestre di quest’anno, però, il fatturato registra una contrazione per l’industria rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,4%), mentre risulta positivo per i servizi, sia in termini di valore sia in volume (+1,9%).
In trincea i consumatori
“Il deterioramento della fiducia delle famiglie nel mese di agosto riflette i consueti timori di una ripresa autunnale non semplice, amplificati dalle incertezze derivanti da una situazione internazionale molto complicata”, ha commentato l’Ufficio Studi di Confcommercio.
Mentre per il fatturato l’Unione nazionale consumatori parla di “dati mediocri. Nessuna uscita dal tunnel”.
Nonostante l’andamento positivo, “resta un quadro allarmante, sia perché sta per abbattersi sulle nostre industrie la scure dei dazi, sia perché a fare da traino al fatturato non è l’industria manifatturiera, ancora in territorio negativo su base trimestrale, ma i servizi, come quelli ad esempio di alloggio e ristorazione, che a giugno, grazie al turismo, decollano del 6,1% su giugno 2024. Insomma, resta l’allarme e il rischio che, finita l’estate, si assista ad un autunno nero per le industrie”, ha spiegato il presidente Unc, Massimiliano Dona.