Pensionati sul lastrico. Più di sei milioni ricevono meno di mille euro al mese. Il presidente Inps Boeri: “Giusto un contributo dalle pensioni più alte”

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Pensionati ridotti alla fame. Oltre sei milioni ricevono meno di mille euro al mese. Ma se entriamo nel dettaglio ancora peggiore è il dato relativo alle due milioni di persone che non arrivano nemmeno a 500 euro. Dati drammatici escono dal rapporto annuale dell’Inps dove emerge anche un bilancio di esercizio negativo per 12,7 milioni e un disavanzo finanziario di competenza di 7,8 miliardi. La sostenibilità però non sarebbe a rischio secondo l’Ente.

I redditi dei pensionati inferiori ai mille euro rappresentano il 42,5% del totale; questa fascia di persone assorbe il 18,9% della spesa complessiva ricevendo nel 2014 poco più di 50 miliardi di euro. L’Inps eroga quasi 21 milioni di pensioni previdenziali e prestazioni di natura assistenziale a favore di oltre 15,5 milioni di persone per una spesa lorda complessiva nel 2014 di 269 miliardi (+0,9% sul 2013). Nell’anno la spesa previdenziale (243,4 miliardi) è aumentata dello 0,6% sul 2013 mentre quella assistenziale (26,17 miliardi) è aumentata del 4%.

Gli uomini pensionati sono 7,2 milioni e ricevono il 55,3% della spesa mentre le donne sono 8,3 milioni e ricevono il 44,7% del totale. Insomma pur essendo di più le pensionate ricevono molto meno. l’Inps Tito Boeri nel corso della presentazione del rapporto annuale dell’Istituto. “Flessibilità sostenibile – sottolinea Boeri – significa che chi va in pensione prima deve spalmare il montante contributivo su più mesi rispetto a chi va in pensione più tardi.

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, illustrando i dati che sono emersi ha sottolineato che sarebbe “giusto chiedere a chi ha redditi pensionistici elevati in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati del domani, un contributo al finanziamento di uscite verso le pensioni più flessibili”.