Per blindare l’amico Moretti, Renzi non caccia De Gennaro. Graziato l’ex capo della polizia al tempo del G8. Il presidente Pd, Orfini: frenato il rinnovamento

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Matteo Renzi non ci sta a passare per quello che licenzia i manager di Stato per interposta persona. E dopo la bufera sul presidente di Finmeccanica, Gianni De Gennaro, rinnova la fiducia all’ex prefetto che sta tanto a cuore a Giorgio Napolitano e Gianni Letta. Il Governo non chiederà dunque le dimissioni dei vertici di Finmeccanica, ha detto ieri il premier, mettendo così sullo stesso piano il presidente De Gennaro e l’amministratore delegato Mauro Moretti: il primo capo della polizia ai tempi del G8 di Genova, quando per la Corte di Strasburgo quella stessa polizia commise atti di tortura, il secondo attualmente sotto processo per la strage del treno esploso nella stazione di Viareggio, con 33 morti. Di Moretti, imposto in Finmeccanica proprio da Renzi, in pochissimi ieri hanno voluto parlare, quasi a non mischiare la posizione debole del presidente imposto da un mondo politico che fu, con quella più forte dell’Ad.

ANATRA ZOPPA
Uno schiaffo al presidente del Pd, Matteo Orfini, che per primo aveva posto la questione sull’opportunità di far rappresentare la maggiore impresa pubblica della difesa da un presidente che seppur assolto al processo proprio per i fatti di Genova, aveva comunque la responsabilità massima dell’operato della polizia. Una posizione – che a Renzi piaccia o no – che fa del presidente di Finmeccanica oggettivamente un’anatra zoppa. “Il Governo non ha alcun dubbio sulla qualità e la competenza di De Gennaro”, ha invece tagliato corto Renzi, accusato per il suo silenzio di voler spingere il presidente del gruppo di piazza Montegrappa alle dimissioni. Il premier ha così buttato la palla altrove. “Vorrei – ha detto – si parlasse di responsabilità della politica, talvolta: è facile parlare della responsabilità delle forze dell’ordine, dei manifestanti. Ma oggi sarebbe assurdo e inutile aprire una discussione del genere. Per il rispetto che dobbiamo a Finmeccanica, agli azionisti e a chi ha fiducia in questa società sui mercati, diciamo che il governo non ha alcun dubbio su De Gennaro”. E dire che il rispetto agli azionisti imporrebbe invece una leadership aziendale credibile e non certo macchiata dal blitz alla Diaz o dalla morte di 33 persone per un treno in fiamme. Vicenda per cui Moretti – che all’epoca era il numero uno delle Ferrovie – è attualmente soto processo.

SCHIAFFO AL PD
Orfini, che aveva definito “vergognoso” il fatto che De Gennaro fosse alla presidenza di Finmeccanica, ha replicato seccamente: “Il cambiamento che il Pd sta promuovendo nel Paese non dovrebbe fermarsi di fronte alla porta dei soliti noti”. A sorpresa a fianco di De Gennaro si è schierato invece il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. Un magistrato che ormai tra la presentazione di libri e comparsate televisive parla di tutto. Mentre la corruzione corre indisturbata.