Per ex combattenti e partigiani gli incassi sono sempre d’oro. Difesa e Viminale sborsano oltre 3 milioni

di Antonello Di Lella
Primo piano

Continua a crescere il contributo che ogni anno il Governo elargisce agli ex combattenti. Per quanto riguarda l’anno in corso il ministero della Difesa guidato da Roberta Pinotti si prepara a staccare un assegno complessivo di 1,7 milioni di euro per associazioni militari, combattentistiche e d’arma. In crescita del 9,6% rispetto al 2016, quando il contributo era stato di 1,5 milioni. Sono quattro le associazioni a ricevere più di 100mila euro: l’Associazione nazionale reduci dalla prigionia dall’internamento e dalla guerra di liberazione (115mila euro), l’Associazione nazionale partigiani d’Italia (107mila euro), l’Associazione nazionale tra le famiglie italiane dei martiri caduti per la libertà della Patria (102mila euro) e l’Associazione nazionale combattenti e reduci (100mila euro).

C’è anche chi per la prima volta passa all’incasso al ministero della Pinotti ed è l’Associazione nazionale ufficiali provenienti dal servizio attivo che si appresta a ricevere 9mila euro. E c’è chi dopo essere stato per due anni a mani vuote tornerà a incassare: è questo il caso dell’Associazione nazionale ufficiali dell’Aeronautica. Il contributo, come ci ricorda il dossier del Servizio studi della Camera, serve a garantire “un contributo per i costi fissi di funzionamento delle strutture sociali sulla base del numero di soci effettivi”. Per gli organismi che non hanno presentato alcun progetto ritenuto meritevole è stata prevista una decurtazione del 20% sul finanziamento. Taglio del 40% per chi ha toppato col progetto per il secondo anno consecutivo.

Nonostante ciò  le elargizioni sono aumentato sia per le associazioni combattentistiche e partigiane (+11,3%) che per le associazioni d’arma, di categoria e di specialità (+7,3%). Oltre alle associazioni che incassano oltre i 100mila euro ne spiccano tante altre che si sono viste aumentare notevolmente il finanziamento da parte della Difesa. Come l’Associazione italiana combattenti interalleati da 8 a 30mila euro, la Federazione italiana volontari della libertà da 48 a 84mila euro o anche l’Associazione nazionale granatieri di Sardegna da 9.200 a 18mila euro. Scorrendo il lunghissimo elenco è impossibile non notare le similitudini tra molte delle associazioni. Decurtazioni, invece, hanno subito l’Associazione nazionale fra mutilati e invalidi di guerra o anche la Società geografica italiana.

Ma non finisce qui. Perché anche il ministero dell’Interno scucirà quest’anno 1,6 milioni di euro a tre enti. Si tratta dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra che incasseranno dal ministero guidato da Marco Minniti 1,3 milioni di euro (il 78% del contributo totale). A dividersi il resto ci sono l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti l’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti. Quantomeno dalle parti del Viminale hanno applicato un tagliettino di 72.269 euro rispetto allo scorso anno.