Per Giampiero comincia la Ventura in Nazionale. Ecco il nuovo Ct degli Azzurri. Che nell’attesa convola a nozze: e il presidente Cairo farà da testimone

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Sarà un’estate straordinaria per il probabile ex allenatore del Torino, Giampiero Ventura, che secondo molti sarà il nuovo Ct della nazionale. A sentire le voci di corridoio, per quanto appurato da La Notizia, sarà questione di giorni. E, anzi, già nelle prossime ore – dopo il via libera di Carlo TavecchioMarcello Lippi, prossimo direttore tecnico – potrebbe arrivare la firma. A lungo c’è stata indecisione sui nomi. Pare che, tra gli altri, siano stati sondati anche allenatori come Roberto Donadoni ed Eusebio Di Francesco. Indiscrezioni hanno parlato anche di un contatto con Massimiliano Allegri, subito chiuso vista l’indisponibilità dell’allenatore della Juventus che continuerà con Paul Pogba e compagni.

Insomma, il prossimo Ct sarà il Maestro Ventura. Gli impegni che lo attendono saranno diversi. Ma prima del calcio ci sarà l’amore. Il primo giugno, infatti, il mister sposerà la sua compagna Luciana Lacriola nella cattedrale di San Sabino, nella città vecchia di Bari, dove i due possiedono una casa. Il rito religioso segue quello civile dello scorso febbraio.

Accanto al tecnico 68enne del Torino quasi sicuramente dovrebbe esserci nelle vesti di testimone Urbano Cairo, il presidente della squadra granata, cui lo stesso Ventura è molto legato. Al suo posto in panchina con i Granata chi andrà? Difficile dirlo. Ma i rumors parlano già di Sinisa Mihajlovic che, non a caso, oggi ha rescisso il contratto col Milan.

LA CONCEZIONE – La sua concezione di allenamento non si ferma solamente al processo globale di sviluppo delle varie capacità per migliorare il rendimento agonistico dei calciatori. Ventura intende l’allenamento, soprattutto, come un processo che tende ad aumentare le conoscenze dei calciatori. Per questo nel suo metodo trovano spazio situazioni che stimolano i calciatori a riflettere, a pensare e quindi a far lavorare il cervello prima di agire. Cerca sempre di mettersi nei panni dei calciatori per poterli stimolare e rafforzarne la determinazione, aiutandoli a costruirsi una mentalità (vincente) con una costante applicazione sul lavoro.

“Ormai alleno per libidine”, disse Ventura quando giunse a Torino con l’impronta della “palla che frulla”. Il Toro, poi, è diventato terreno fertile per il “percorso di crescita” tanto da indurlo a riassumere così le sue cinque stagioni: “Quando arrivai al Toro il primo problema era ricostruire rispetto e dignità, i risultati sportivi non erano l’unico obiettivo. All’inizio dovevamo buttare le basi; oggi le basi ci sono e si tratta solo di proseguire”. Ma visto che anche i percorsi più soddisfacenti vivono gli alti e bassi tipici di una parabola, ecco che la quinta stagione di Ventura in granata diventa una navigazione complicata in un mare agitato. Tanto che a fine stagione è arrivato l’addio: “15.5.2016: l’avventura è finita… grazie mister”. Firmato: i granata. Ma ora da quel colore ne nasce un altro, più “nazionale”: l’Azzurro.

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di Gaetano Pedullà

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