di Dagoreport per Dagospia
Il nono discorso di fine anno di Giorgio Napolitano sarร , con ogni probabilitร , anche lโultimo. Un discorso in cui il capo dello Stato annuncerร le proprie dimissioni nel giro di pochi giorni, perchรฉ โlโItalia ormai non รจ piรน in pericoloโ.
A spingere il secondo mandato di Re Giorgio verso la conclusione anticipata cโรจ lโapprovazione del Jobs Act, che ieri notte ha superato in Senato il suo scoglio piรน insidioso, il Senato, e che ora passerร alla Camera entro novembre senza troppi problemi.
Per Bella Napoli รจ la prova che ormai il โsistemaโ puรฒ camminare con le sue gambe e le riforme si possono fare. Queste considerazioni, il presidente potrร farle pubblicamente perchรฉ non offendono nessuno. Altre, invece, resteranno nelle sue conversazioni private. Come quelle che riguardano Beppe Grillo.
Re Giorgio, fin dallโinizio della legislatura ha guardato al Movimento Cinque Stelle come al piรน grande pericolo per la Repubblica e ha sempre sospirato: โNon posso lasciare lโItalia in mano a Grilloโ. Ma a un anno e mezzo di distanza dal loro exploit elettorale lโallarme รจ rientrato: i Cinque Stelle non riescono a incidere e lโonda lunga della loro crescita, almeno secondo i sondaggi, sembra fermarsi. Napolitano non deve piรน โdifendereโ la Patria dai barbari del comico genovese.
Il calendario del cambio di regime prossimo venturo prevede dunque che Re Giorgio si dimetta nei primi dieci giorni di gennaio. Al suo posto il patto del Nazareno manderร Anna Finocchiaro, piddina, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato che gode della piena stima di Gianni Letta.
La prima partita di rilievo della prima donna al Quirinale sarร portare il Paese a elezioni anticipate, su richiesta di un Renzie bravissimo a trovare la scusa per dire โnon mi fanno lavorareโ. ย Pittibimbo รจ convinto di fare lo stesso risultato delle Europee, ovvero il 40%, e avrร finalmente un Parlamento con gruppi del Pd tutti renziani. Ma non sarร lโunico a fare ordine nel proprio partito. Anche Silvio Berlusconi, nonostante i sondaggi al momento bruttini, potrร liberarsi di Fitto e dissidenti vari.
Dal prossimo Parlamento scompariranno โgufi e rompicoglioniโ, per usare le parole dei due protagonisti del Patto del Nazareno. Ognuno farร le pulizie in casa propria e nulla sarร piรน come prima.
A inizio 2015, lโItalia sarร amministrata dal quintetto Renzi-Berlusconi-Letta-Verdini-Finocchiaro. E il patto del Nazareno avrร svolto il suo vero compito: quello di permettere loro di liberarsi, ognuno, dei propri avversari interni.