Per la Nato la Russia potrebbe ancora invadere l’Ucraina. Le immagini satellitari inchiodano Mosca. Draghi: “Per ora nessun segnale di de-escalation”

Ucraina Russia
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La Russia “ha dispiegato forze e capacità sufficienti per lanciare un’invasione a pieno titolo dell’Ucraina con pochissimo o alcun preavviso, ecco perché la situazione è così pericolosa”. A dirlo è il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine della ministeriale difesa dell’Alleanza atlantica, evidenziando che la Nato non conosce le “esatte intenzioni” di Mosca, come aveva già affermato ieri (leggi l’articolo).

Stoltenberg: “Mosca cerca un pretesto per un attacco armato”

“Siamo preoccupati dal fatto che la Russia stia cercando di mettere in scena un pretesto per un attacco armato contro l’Ucraina, ma non ci sono ancora certezze sulle intenzioni della Russia”. Quello che “sappiamo è che la Russia ha accumulato la più grande presenza militare in Europa da decenni all’interno e intorno all’Ucraina”. Un ammasso di truppe che secondo il numero uno della Nato non fa parte delle “normali attività”, è qualcosa di “minaccioso” che lascia intuire che possono “lanciare un attacco senza alcun preavviso”.

Per il capo della Nato Stoltenberg “non è mai troppo tardi per una de-escalation. Non è mai troppo tardi per trovare una soluzione politica” alla crisi in Ucraina. “Dobbiamo vedere un vero ritiro” delle truppe da parte di Mosca “e una significativa de-escalation”, ribadisce Stoltenberg, aggiungendo che gli Alleati sono “sempre pronti a trovare una soluzione diplomatica e pacifica” e a “impegnarsi, in buona fede, con la Russia su questo, domani”.

A preoccupare la Nato sono in particolare le immagini satellitari degli ultimi due giorni che mostrano nuove strade e un ponte tattico in costruzione lungo il Pripyat River, un fiume chiave in Bielorussia a meno di 6-7 km dalla frontiera ucraina. Alcune fonti citate dalla Cnn definiscono i movimenti mostrati dalle stesse immagini un potenziamento delle forze russe e un supporto per un’eventuale invasione puntando verso Kiev. Le attività di costruzione sono monitorate attentamente dall’intelligence e dai dirigenti militari occidentali. Non è chiaro se a operare siano i russi o i loro alleati bielorussi, con cui stanno facendo esercitazioni comuni.

“Per il momento episodi di de-escalation sul terreno non si sono visti. Sostanzialmente la situazione è quella di qualche giorno fa, questi episodi che sembravano annunciare una de-escalation non sono presi seriamente, quindi dobbiamo rimanere pronti ad ogni eventualità” ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine del vertice Ue straordinario sulla crisi tra Ucraina e Russia “Occorre mantenere la nostra strategia di deterrenza ferma in questo momento. Essere fermi – ha aggiunto -, non mostrare debolezze”.

Ucraina Russi, Draghi: “Per ora nessun segnale di de-escalation”

“Le ultime dichiarazioni di Biden e Scholz sul fatto che la chiave della soluzione nel Donbass sia di Mosca sono tentativi per sottrarsi alle responsabilità e scaricare tutte le colpe sulla Federazione Russa. Non risolveremo tutti i problemi finché non ci metteremo d’accordo su alcuni punti. Dal pacchetto è importante non togliere alcune cose, tra cui il non allargamento a est della Nato e il non dispiegamento a est. La Nato sta facendo ciò di cui ci accusa”. Ha detto il ministro russo degli Affari Esteri, Sergej Lavrov nel corso della conferenza stampa (qui il video) congiunta con l’omologo italiano Luigi Di Maio, oggi a Mosca. “L’escalation non è una cosa nostra – ha detto ancora Lavrov -, è un’invenzione della propaganda che ormai è diventata un cliché. La politica dell’informazione in merito a quello che avviene sul confine ucraino dice che il 20 febbraio accadrà quello che non è accaduto ieri, ma lo dicono loro, non so cosa significa”.

“In virtù dei buoni legami tra i nostri Paesi abbiamo sempre ritenuto che ci si deve parlare con franchezza e trasparenza. Abbiamo avuto un incontro approfondito su quanto accade al confine tra Ucraina e Russia. Il dialogo con la Russia è imprescindibile, il ministro Lavrov mi ha riferito che c’è tutta la disponibilità a trovare una soluzione diplomatica alla crisi. Devono prevalere la democrazia e il buon senso per evitare conseguenze devastanti per tutto il continente. L’Italia è tra i Paesi più attivi per raggiungere questo obiettivo”. Ha detto Di Maio nel corso della stessa conferenza stampa.

“Alla luce di quanto riferitomi martedì a Kiev dal ministro Kuleba e oggi dal ministro Lavrov – ha aggiunto il ministro degli Esteri italiano – c’è la disponibilità da entrambe le parti a trovare una soluzione diplomatica. La pace, che allontana ogni dramma dagli effetti incontrollati, è la direttrice da continuare a seguire, è l’unica via che può condurci a una duratura stabilità. Le armi lascino lo spazio alla diplomazia. Abbiamo risposto positivamente all’invito del presidente russo Vladimir Putin al presidente del Consiglio Mario Draghi per una visita a Mosca e stiamo cercando una data per un incontro il prima possibile”, ha sottolineato ancora Di Maio.