Per le Regionali intese già chiuse. Fratelli d’Italia frena la Lega. Il capogruppo Lollobrigida: “In Puglia c’è solo Fitto. Meloni sempre coerente, può ambire a fare il premier”

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“A Giorgia Meloni viene riconosciuto un ruolo internazionale che la destra italiana cercava da sempre e che nella sua storia, sia nella prima che nella seconda Repubblica non era mai riuscita a perseguire, cioè quello di essere un interlocutore credibile”. Così Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera commenta il momento d’oro che sta vivendo Giorgia Meloni, protagonista negli ultimi due giorni della National Conservatism Conference, evento della destra conservatrice e nazionalista ideato dalla fondazione americana Edmund Burke Foundation, e che ieri è volata negli Usa per partecipare al National Prayer Breakfast, il sit in di preghiera dei repubblicani americani a Washington.

La leader di FdI sempre più protagonista della rete sovranista internazionale?
“In un’epoca di ‘normalizzazione’ della destra, soprattutto dall’estero guardano a Giorgia senza pregiudizi, è una politica oggettivamente inserita nel quadro democratico, una protagonista autorevole. Che ha sempre fatto scelte coerenti – e questo ha pagato -, dettate non dalla convenienza ma dai principi, con posizioni chiare e nette. Giorgia Meloni ha un suo modo di essere e di rappresentarsi che è anche un modo in un certo senso rigido, forte, ma le frasi che dice e le istanze che porta avanti rappresentano un identitarismo fortissimo. Il fatto che sia donna, poi, manda in cortocircuito una sinistra che per decenni ha raccontato la destra come maschilista, patriarcale, Giorgia è la negazione di tutti gli stereotipi sul presunto machismo della destra. È una donna di successo che comanda un partito a maggioranza di uomini e dimostra che le donne brave non hanno bisogno di quote rosa”.

Raffaele Fitto, co-presidente del gruppo Ecr, è uno dei più importanti esponenti del Parlamento europeo. Sul suo nome come candidato in Puglia nessun passo indietro?
“Per quale ragione dovremmo farlo? È una persona autorevole in Italia e in Europa, con grande esperienza. Non ha nessun motivo ostativo per non essere candidato. Nessun passo indietro, semmai passi avanti per vincere dopo la battuta d’arresto in Emilia Romagna, dove in ogni caso sia la Lega che FdI hanno fatto un’ottima performance. Il centrodestra è in grado di stravincere nelle altre regioni e governare”.

Parliamo di giustizia, Renzi sulla prescrizione ha detto che lui difende la legge Orlando, gli altri quella firmata con Salvini. Voi come siete orientati?
“Noi fortunatamente non abbiamo nulla da difendere, né la legge Orlando né la legge Bonafede del governo gialloverde che non ha tenuto in debita considerazione la nostra millenaria storia di diritto e di civiltà. Noi vogliamo che chi delinque finisca in galera, che ci siano processi rapidi e giusti che permettano di condannare i colpevoli, e pene certe. Dopodiché non si può immaginare che gli innocenti rimangano in uno stato di precarietà che può durare anni. Una sentenza dopo vent’anni non è accettabile. L’Italia sulla giustizia ad oggi non è un Paese civile”.

Meloni sta acquistando grandecentralità anche all’interno della coalizione di centrodestra. La prossima tappa quale sarà, Palazzo Chigi?
“Giorgia ha sempre lavorato per l’affermazione delle idee del nostro partito, non si è posta mai obiettivi personali ma non si è mai tirata indietro su niente”.

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di Gaetano Pedullà

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