Per Poste un 2025 da record: ricavi e utili più alti di sempre

Il 2025 per Poste Italiane verrà ricordato come un anno da record, con "i migliori risultati della storia", come sottolinea l'ad Del Fante.

Per Poste un 2025 da record: ricavi e utili più alti di sempre

Dal passato, con un 2025 da record, al futuro, con una guidance per il 2026 di nuovo in crescita. Poste Italiane, nel Capital Market Days, svela i conti dell’anno appena terminato. Un “anno eccezionale”, come lo definisce l’amministratore delegato del gruppo, Matteo Del Fante. I ricavi sono stati da record a quota 13,1 miliardi, in rialzo del 4,2% rispetto al 2024. Anche l’Ebit adjusted è da record, a quota 3,24 miliardi e in crescita del 9,6% in linea con la guidance aggiornata.

Si colloca nella “parte alta della guidance”, come sottolinea Del Fante agli analisti, anche l’utile netto che raggiunge i 2,22 miliardi, con un netto aumento rispetto all’anno precedente (+10,3%). Sono, per Poste Italiane, “i migliori risultati della storia, caratterizzati da ricavi e redditività a livelli record”. E con un contributo positivo da tutte le aree di business. Ma la corsa non è finita, perché la guidance per il 2026 è persino migliore: il risultato operativo è atteso a 3,3 miliardi, ulteriormente in crescita. Stesso discorso per l’utile netto, previsto a 2,3 miliardi e senza considerare il contributo del pacchetto Tim.

Che porterà, tra l’altro, nel 2027 dividendi cash per circa 100 milioni, secondo le previsioni di Del Fante. Rafforzata la politica dei dividendi, con un payout superiore al 70% applicato all’utile netto di Poste, escludendo di nuovo la partecipazione in Tim, i cui effetti andranno aggiunti a queste cifre. Il dividendo si attesta ora a 1,25 euro per azione (in aumento del 16%), per un totale di 1,6 miliardi distribuiti nel 2025 e un “notevole tasso di crescita dal 2020”.

Non solo i conti: le altre partite di Poste

C’è poi la questione Tim, centrale nel 2025 in cui si è concretizzata l’acquisizione delle azioni. Poste è al lavoro per “sinergie tangibili” che si vedranno nei prossimi anni, ma intanto l’investimento iniziale di 1,3 miliardi è già “più che raddoppiato in valore, un segnale molto evidente della fiducia del mercato della trasformazione di Tim”, sottolinea Del Fante. Il percorso di sinergia “richiederà diversi anni”, con benefici che arriveranno “progressivamente”.

Tra gli altri aspetti sottolineati da Del Fante, non manca il ruolo di Poste come “tessuto collettivo del Paese”. D’altronde, ricorda l’ad, parliamo della “più grande piattaforma digitale in Italia” che gestisce “27 milioni di interazioni giornaliere digitali”. A questo si aggiunge un altro traguardo raggiunto, quello del milione di contratti per l’energia. L’ultimo capitolo è quello del Polo strategico nazionale, su cui Poste è in trattativa per l’acquisizione del 20%. Tim ha già il 45% e il Polo viene ritenuto un “asset strategico nazionale” per “creare un’infrastruttura cloud innovativa sicura e sostenibile” per la pubblica amministrazione.

Intanto Camillo Greco, cfo di Poste, entra come consigliere nel board di Tim Brasil, di cui Adrian Calaza sarà presidente.