Per Renzi non c’è epidemia che tenga. Il leader di Iv attacca Conte al Senato. La replica del premier: “Stiamo facendo politica, quello che ha chiesto. Quindi non c’è nessun ultimatum”

dalla Redazione
Politica

“Quale ultimatum? Renzi ha chiesto di fare politica? E’ quello che stiamo facendo, quindi non c’è nessun ultimatum”. Eì quanto ha detto, rispondendo a distanza al leader di Italia Viva, Matteo Renzi, il premier Giuseppe Conte dopo l’informativa al Senato sull’emergenza Coronavirus. Alla domanda se la maggioranza esiste ancora, il premier ha risposto “Sì”. Renzi, nel corso del suo intervento a Palazzo Madama, ha invitato Conte a essere più prudente “quando parla agli italiani, lei ha detto 11 volte ‘noi consentiamo’, nel campo delle libertà costituzionali il Presidente del Consiglio non consente, perché le libertà costituzionali vengono prima di lei”.

“Lei – ha aggiunto l’ex premier – non consente la libertà lei la riconosce. Io rivendico di aver contribuito a creare un altro governo quando il senatore Salvini ha chiesto pieni poteri, non li abbiamo negati a lui per darli ad altri. E’ un fatto costituzionale che dobbiamo difendere. Il suo intervento esige risposte in nome della libertà e della verità, da due mesi 60 milioni di italiani sono comprensibilmente in un regime che ricorda lo stato degli arresti domiciliari per una emergenza sanitaria, la politica ha il compito di dire parole di chiarezza e forza. Non usciremo da questa dinamica con un paternalismo populista o con una visione priva di politica”.

“Noi non possiamo delegare tutto alla comunità scientifica. Questo paese – ha detto ancora Renzi – ha già avuto momenti in cui ha abdicato a questa responsabilità, l’ha fatto nel 1992, l’ha fatto 10 anni fa con i tecnici, oggi non possiamo chiedere a un virologo di come combattere la disoccupazione. Tocca alla politica affrontare la nuova divisione: quella tra garantiti e non garantiti, chi ha la certezza di arrivare alla fine del mese ha la certezza di poter affrontare questa crisi, poi ci sono persone che stanno piangendo la notte. Ho l’impressione che non stiamo mettendo in atto tutti gli strumenti”.