Petizioni, le richieste più bislacche dei cittadini alle Camere. C’è chi vuole introdurre un’ora di discoteca a scuola

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Il signor Salvatore Acanfora da Roma chiede “l’attribuzione in esclusiva” agli enti locali “dello svolgimento delle attività di onoranze funebri”. Il suo concittadino Franco Fascetti, invece, vorrebbe “la creazione di una squadra di calcio e di una casa discografica di proprietà dello Stato”. Meglio di loro ha fatto comunque il signor Emilio Manaò da Rimini, il quale chiede l’inserimento di “un’ora di discoteca nell’ambito dell’orario scolastico”. Sì, avete letto bene: un’ora di discoteca, da prevedere magari dopo una noiosa lezione di matematica o latino. Sono solo alcune delle petizioni più curiose inviate dai cittadini al Parlamento, secondo quanto stabilito dall’articolo 50 della Costituzione. Certo, queste non possono essere paragonate alle leggi di iniziativa popolare, ma servono comunque a capire meglio quali sono gli argomenti che più stanno a cuore agli abitanti del Belpaese. Solo in questa Legislatura ne sono state presentate 2.740 (1.174 a Montecitorio e 1.566 a Palazzo Madama), ma il loro numero è destinato ad aumentare da qui al 2018.

LE RICHIESTE – Scorrendo gli elenchi pubblicati sui siti delle due Camere, si trovano richieste per tutti i gusti. Prendete quella di Aurelio Rosini da Mariglianella (Napoli): chiede che la Camera approvi “disposizioni volte a vietare o limitare la commercializzazione e il possesso di armi giocattolo o da collezione”. O l’appello di Gaetano Vicari da Enna affinché venga predisposta una norma “per il riconoscimento anche economico e la tutela del lavoro casalingo”. Per non parlare del romano Salvatore Acanfora, che vorrebbe “la sepoltura nel Pantheon delle salme dei componenti della famiglia Savoia”. Non mancano poi gli evergreen: dall’abolizione dell’Ordine dei giornalisti a quella dei vitalizi, sia dei consiglieri regionali sia degli ex parlamentari. Senza dimenticare la privatizzazione della Rai, con la conseguente cancellazione del canone, o la riduzione delle spese militari, con la rinuncia all’acquisto degli aerei da combattimento F35.

IL RECORDMAN – A richieste alquanto singolari se ne alternano altre di respiro territoriale. Come quella Daniele Dal Mas, il quale spera che vengano fatti “interventi per garantire la copertura dei servizi di telefonia mobile e l’accesso a internet in tutto il comune di Fregona” (Treviso). O quella di Moreno Sgarallino, che auspica “interventi di ammodernamento della stazione ferroviaria di Monte San Biagio (Latina)”. Stando ai dati in possesso de La Notizia, nella storia della Repubblica i cittadini hanno inviato al Parlamento 20.124 petizioni: 10.227 alla Camera e 9.897 al Senato. Di queste, circa tremila le ha spedite il solo Francesco Di Pasquale da Cancello ed Arnone, un piccolo comune di circa 5mila abitanti in provincia di Caserta. Un vero recordman, che dal 1999 ha cominciato a scrivere le proprie petizioni, alcune delle quali sono finite in disegni di legge. Anche stavolta c’è un po’ di tutto: dalla richiesta di “interventi in favore delle imprese che vantano crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni” fino alla creazione di iniziative “per promuovere l’utilizzo dei satelliti per la prevenzione di cataclismi”.

Twitter: @GiorgioVelardi

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di Gaetano Pedullà

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