Mezzogiorno di promesse. Renzi annuncia il piano per il Sud e fa pace con Emiliano e De Luca. Ma di aiuti concreti non c’è traccia

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Appena un accenno di applauso alla fine di una passerella zeppa di luoghi comuni. La direzione del Pd che doveva sparare i fuochi d’artificio per risollevare il Sud si è rivelata un inutile sfogatoio di dirigenti e governatori del Mezzogiorno. E le note capacità di training del premier questa volta hanno fatto cilecca. Ai discorsi triti e ritriti del “basta con il piagnisteo” ci ha detto di nuovo che nel mondo c’è chi pensa che il Sud Italia sia un luogo meraviglioso. Un fatto certamente vero, così come è vero però che gli investitori di tutto il mondo nel Sud non ci vogliono proprio andare, perché mafie, Fisco e burocrazia sono proverbiali. Ma in fin dei conti per il Mezzogiorno non c’è tanto da fare.

NESSUN SUSSULTO
A sentire molti degli intervenuti nella direzione dem si stanno sviluppando infatti miracolose strategie e qualcuno è arrivato a rivendicare di vivere in un Sud che non c’entra niente con quella terra disastrata di cui racconta l’ultimo rapporto Svimez. Altro che politici e amministratori lontani dalla realtà! Ieri si è visto che tra lor signori c’è di certo un incremento nell’uso di sostanze stupefacenti. Non bisogna essere gufi per dire che il Sud Italia è in una situazione drammatica e delle fantomatiche strategie di sviluppo non c’è traccia. A dimostrarlo non sono solo i fondi europei non utilizzati, la corruzione, il livello mai visto di disoccupazione. È proprio la cultura della rassegnazione che è diventata ufficiale nelle menti di intere generazioni dopo decenni di crisi e risorse depredate, di chiacchiere inutili e promesse vergognosamente tradite. Esattamente quello che è accaduto con questa direzione del Pd, tanto strombazzata come occasione per il rilancio e finita in un fiume di parole vuote. Persino quando il presidente della Sicilia, Rosario Crocetta, accusa apertamente l’Unicredit di aver provato a truffare la Regione rilevando per dieci milioni una banca regionale (l’Irfis) che ne varrebbe 600, nessun sussulto ha scosso nessuno. E quando poi sempre Crocetta arriva a chiedere di defiscalizzare gli investimenti nell’isola, metà dell’uditorio sta armeggiando con i telefonini e pensando ad altro.

RISULTATO POLITICO
Alla fine della direzione che decisioni si sono prese? Nessuna. L’unico risultato concreto è che Renzi e i governatori Emiliano e De Luca si sono in un certo senso riavvicinati. Lui ha fatto finta di essere interessato ai loro problemi e i presidenti “eretici” hanno fatto finta che il loro sfogo non sia entrato e contemporanemanete uscito dalla testa del premier. Sono i giochi della politica, qualle stessa politica che prende per il culo il Mezzogiorno da decenni. Con i risultati conosciuti da chi nel Sud ci va o ci vive. Per tutti gli altri il Mezzogiorno è un aeroporto dove atterrare, una veloce corsa in auto all’hotel di turno dove dire quattro cose per racimolare voti o sostenere il leader amico locale e poi al massimo un pranzetto prima di tornare a casa. Visto così il Sud sì che è meraviglioso.

MASTERPLAN
Intorno al 15-16 settembre, alla ripresa dell’azione parlamentare ma prima della stabilità, il premier promette un vero e proprio ‘masterplan’ per il Sud, con una serie di proposte concrete.  Vedremo. Oggi visto da Palazzo Chigi “Il problema del Sud non è la mancanza dei soldi. E’ la mancanza della politica” sottolinea Renzi: “Non riapriamo la discussione se oggi i soldi sono troppi o troppo pochi”.  E supera l’esame di Emiliano che twitta: “Il Pd ha rimesso al centro della politica la #questionemeridionale. Era il risultato che avevamo il dovere di raggiungere dopo elezioni 2015”. Il governatore campano De Luca sottolinea: “Se qualcuno si aspettava che ci dividessimo sulle questioni del Sud, si disilluda, è una questione che ci vede uniti”.

Non manca la frecciatina ai suoi detrattori, Roberto Saviano in primis, che proprio sabato scorso aveva accusato Renzi di un certo disinteresse per la questione meridionale: “Rottamare il piagnisteo non vuol dire non denunciare ciò che non va, ma ricordarsi che ti pagano per risolverlo il problema. Non è vero, secondo un cliché prestabilito, che il Mezzogiorno è la cosa peggiore in Europa: dirlo è un elemento anticrescita per lo stesso Sud. Se non archiviamo il racconto di noi stessi basato sulla pigrizia intellettuale di chi non sa riconoscere le cose che stiamo facendo, non saremo mai credibili. Se il Sud è in difficoltà è inutile attribuirne la responsabilità a chi ha abbandonato il Sud. La retorica Sud abbandonato è autoassolutoria per una parte dei dirigenti del Mezzogiorno” ed è “un elemento che concorre alla crisi del Sud” . Alle belle parole del premier però fanno da contraltare i dati statistici, certificati, dello Svimez. Drammatici purtroppo. Visto che parlano di un sud Italia più lento della Grecia. La svolta è necessaria subito.