Piazza affari snobba le nomine di Renzi

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dalla Redazione

Piazza Affari è un’osservata speciale, oggi: il governo Renzi ha infatti rivoluzionato i vertici delle società partecipate dal Tesoro e la mossa – per il momento – non incontra i favori del mercato. Su Eni, Enel, Finmeccanica e Terna sono scattate le vendite che stanno zavorrando il listino milanese.

Apertura debole per le borse europee, nonostante il buon andamento di Tokyo (+0,62%) e Wall Street. Dopo una settimana difficile, il Dow Jones ha chiuso ieri in rialzo dello 0,91% grazie ai conti sopra le attese di Citigroup e ai brillanti dati macroeconomici, con le vendite al dettaglio che hanno mostrato un incremento record dall’estate 2012. In Europa continuano i timori sulla situazione in Ucraina, sotto i riflettori degli Stati Uniti disposti a imporre ulteriori sanzioni. Parigi segna -0,11%, Francoforte -0,32%, Madrid -0,19%, Londra +0,02%.  Milano (-0,93%) è penalizzata anche dalle banche, con Mps che scivola del 9,6%. Secondo indiscrezioni la banca sta valutando l’opportunita’ di incrementare da 3 miliardi a 5 miliardi di euro l’ammontare dell’aumento di capitale. L’istituto ha confermato di stare valutando l’importo dell’aumento funzionale al rimborso dei Monti bond e all’Asset quality review. Nel comparto bancario Bper perde oltre il 2%, il Banco Popolare l’1,91%, Bpm, Intesa Sanpaolo e Ubi oltre l’1%. A Milano e’ il secondo giorno del Btp Italia che, visto il successo della vigilia (ordini per 6,721 miliardi di euro), potrebbe chiudere in via anticipata. Tra i titoli postivi bene Azimut (+1,24%), St (+0,80%) e World duty free (+0,47%)

Sul mercato valutario euro/dollaro a 1,380445 (1,3816 ieri), euro/yen a 140,497. Dollaro a 101,763 nei confronti dello yen. Petrolio in calo dello 0,75% a 103,27 dollari al barile

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