Pieni poteri a Orbán in Ungheria. Mister Papeete è l’unico a esultare. Salvini vede la svolta autoritaria che a lui non riuscì. M5S e mezza Europa contro: intervenga Bruxelles

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Se non fosse tutto vero, bisognerebbe pensare ad uno scherzo di cattivo gusto. Mentre nel mondo dilaga la pandemia, nel cuore della democratica Europa c’è chi ha chiesto e ottenuto i pieni poteri. A riuscirci è stato il premier ungherese, Viktor Orbán, già noto per le sue idee di estrema destra che tante simpatie gli sono valse anche in Italia tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con quello che le opposizioni già etichettano come un colpo di Stato. Effettivamente quanto accaduto ieri getta un’ombra sinistra sull’Ungheria dove il politico ha approfittato della situazione per accentrare il potere. La maggioranza del Parlamento, con 138 deputati favorevoli e 53 contrari, ha approvato la legge che gli affida la facoltà di governare sulla base di decreti, chiudere il Parlamento, cambiare o sospendere leggi esistenti e, perfino, bloccare nuove elezioni. Il testo, per togliere ogni parvenza di democraticità, prevede anche pene fino a 8 anni di carcere per chi non rispetta il confinamento e di 5 anni per chi diffonde false notizie sull’epidemia.

POLLICE SU. Una mossa non ritenuta giustificabile, in fin dei conti nel Paese i contagi sono 500 e i morti 15, su cui sarebbe più che normale aspettarsi aspre critiche da tutta la politica continentale. Invece no. Oltre al solito silenzio di Bruxelles che, gioca a fare la bella statuina, a fare clamore è il plauso di Salvini. Ieri il leader della Lega ha pensato bene di scrivere su Twitter: “Poteri speciali a Orbán per combattere con forza il virus? Saluto con rispetto la libera scelta del parlamento ungherese (137 voti a favore e 53 contro), eletto democraticamente dai cittadini”. Gradimento ribadito anche poco dopo quando ha rincarato la dose affermando: “Buon lavoro all’amico Viktor Orbán e buona fortuna a tutto il popolo di Ungheria in questi momenti difficili per tutti”.

A questo punto c’è da chiedersi quale sia il concetto di democrazia del Capitano e, soprattutto iniziare ad averne paura. Del resto non è nuovo a simili sparate tanto che l’8 agosto scorso, in piena crisi di Governo, durante un comizio chiese agli italiani i pieni poteri salvo fare marcia indietro, dopo un mese di polemiche, parlando di un “malinteso”. Più pacata la leader di Fdi secondo cui desta “molto clamore l’approvazione del Parlamento ungherese di una legge che conferisce a Orbán poteri speciali ma corre l’obbligo segnalare che in Italia quasi tutti i poteri sono stati dati al governo con un decreto legge che il governo ha deciso di interpretare in modo molto estensivo”.

DURA CONDANNA. Fortunatamente il governo italiano non la pensa allo stesso modo e ha già chiesto l’intervento dell’Unione europea. Dal Movimento 5 Stelle al Pd, passando perfino per Italia Viva, tutta la maggioranza ha duramente condannato l’accaduto. “E mentre l’Europa tentenna, l’Ungheria viaggia verso la dittatura con la scusa del Coronavirus: pieni poteri a Orbán e possibilità di chiusura del Parlamento. L’Ue sanzioni pesantemente chi abolisce la democrazia e salvi sé stessa: i diritti fondamentali non possono venir meno” ha tuonato il presidente M5s della Commissione per le Politiche Ue della Camera, Sergio Battelli. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, secondo cui “ciò che sta avvenendo in queste ore in Ungheria è inaccettabile. L’Europa deve far tornare indietro Orbán, un regime autoritario non può far parte dell’Unione”.