Pil sotto zero e prezzi alle stelle. Smontata la propaganda di Meloni

La crescita nel secondo trimestre dell'anno è scesa dello 0,1%. E ad agosto il carrello della spesa è volato a +3,5%

Pil sotto zero e prezzi alle stelle. Smontata la propaganda di Meloni

A pochi giorni dal discorso autocelebrativo di Giorgia Meloni al meeting di Rimini, in cui la premier ha recitato le magnifiche sorti del suo governo e ha rimosso i problemi del Paese reale, arriva l’ennesima doccia fredda dall’Istat.

L’istituto nazionale di statistica ha confermato le stime sul calo del Pil nel secondo trimestre dell’anno e ha certificato ancora una volta la corsa dell’inflazione, con l’impennata dei prezzi del carrello della spesa.

La flessione del Pil è dovuta ai consumi fermi e al calo dell’agricoltura e dell’industria

La stima completa dei conti economici trimestrali ha certificato dunque gli andamenti del Pil nel secondo trimestre dell’anno rilevati in via preliminare alla fine di luglio, con una diminuzione dello 0,1% in termini congiunturali e una crescita dello 0,4% in termini tendenziali. La crescita acquisita del 2025 si conferma pari allo 0,5%, inferiore allo 0,6% indicato dal governo.

La flessione del Pil è dovuta tra l’altro a contributi nulli dei consumi delle famiglie, mentre dal lato del valore aggiunto sono risultate in diminuzione sia l’agricoltura, silvicoltura e pesca dello 0,6% sia l’industria dello 0,3%, a fronte di una stazionarietà fatta registrare dai servizi.

L’Italia cresce meno dei partner europei

Risulta incomprensibile l’esultanza del deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, che ci spiega che “sulla diminuzione dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente, bisogna dire che è una tendenza europea. La Francia è quasi in default economico e l’economia tedesca sta attraversando una profonda crisi”, mentre “l’Italia sta vivendo una stagione di record”, dall’occupazione ai tagli per le imprese e aiuti alle famiglie.

Peccato che, giusto ieri, sia stato confermato dall’istituto nazionale di statistica che la crescita del Pil francese è stata dello 0,3% nel secondo trimestre. Nel complesso, il Pil dei paesi dell’area euro è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% nel confronto con il secondo trimestre del 2024. Altro che record dell’Italia.

Carrello della spesa più caro ad agosto del 3,5%

Carrello della spesa, dunque, più caro ad agosto: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano una dinamica in accelerazione dell’inflazione che passa dal 3,2% al 3,5%. L’Istat ha spiegato che ad aumentare più che a luglio sono anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,3% a +2,4%).

E mentre Meloni ha annunciato un fantomatico piano casa da Rimini, peraltro senza coperture, una analisi realizzata dall’Area studi e ricerche di Cna sui dati dell’Agenzia delle Entrate ci informa che il costo dell’affitto di un’abitazione in media assorbe il 43,7% della retribuzione netta di un operaio e che a Milano sfiora il 65%, mentre in città come Firenze, Roma e Bologna supera il 50%.

L’affitto si mangia il 43,7% del salario di un operaio

I dati, secondo l’associazione, contribuiscono a spiegare la difficoltà per molte imprese di trovare lavoratori. Il caro-affitti, infatti, ostacola la mobilità interna e negli ultimi anni il fenomeno si è intensificato a causa di un aumento medio dei canoni liberi del 19,5% a fronte di un incremento delle retribuzioni nette del 14%.

“Il paradosso è evidente: l’economia rallenta, i prezzi dei beni essenziali continuano a crescere, i salari reali restano fermi o addirittura in riduzione, perché non c’è stata alcuna politica di sostegno al potere d’acquisto, come il contrasto al fiscal drag. Secondo le elaborazioni Eurostat, infatti, i salari italiani sono cresciuti meno della metà della media europea nell’ultimo triennio, mentre l’inflazione ha eroso ulteriormente i redditi. Il risultato è una recessione sociale: i cittadini lavorano di più, guadagnano uguale o meno, e pagano molto di più per mangiare, vestirsi e curarsi. Questo è il vero bilancio del governo Meloni-Giorgetti: un Paese più povero, con consumi strozzati, domanda estera debole e nessuna visione industriale’’, ha commentato il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S.