Pirateria informatica: il 97% del web abbocca al phishing. Secondo un’indagine di Intel Security, gli utenti sono ancora incapaci di difendersi

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La pirateria informatica è inarginabile. Pensavamo di essere diventati degli esperti, pensavamo di avere acquisito la giusta malizia che ci permettesse di scansare con agilità banner, link e newsletter ingannevoli, ma forse dobbiamo ricrederci. La rete è parte integrante della nostra quotidianità, possediamo device di ogni sorta collegati a internet e ricerchiamo tecnologie sempre più efficienti. La concorrenza nel settore, servizi come quelli del comparatore di tariffe ADSL SuperMoney che facilitano la ricerca del prodotto più adatto, tablet e smartphone hanno portato all’instaurazione di un legame sempre più saldo tra le tecnologie digitali e le normali attività che svolgiamo ogni giorno.

La pirateria informatica fa paura: non riconosciamo le e-mail di phishing

Pare, però, che non siamo così scaltri ed esperti come riteniamo di essere e il margine d’errore – e in fatto di pirateria informatica un solo errore basta e avanza – è decisamente più largo di quanto pensavamo. A mostrarlo in modo chiaro è una ricerca di Intel Security, azienda leader per i servizi di sicurezza per la rete, che rivela come il 97% degli utenti del web non sia in grado di distinguere un’e-mail di phishing da una normale.

La ricerca ha riguardato un campione di circa 19mila utenti del web distribuiti su 144 Paesi nel mondo, a cui è stato sottoposto un ‘Phishing test’ consistente nell’invio di e-mail realizzate seguendo le stesse logiche utilizzate dai truffatori del web.

Donne under 18 e over 55 i segmenti a maggior rischio

Nel dettaglio, l’indagine ha evidenziato come le fasce che maggiormente rischiano di cadere vittima di attacchi di pirateria informatica sono quelli delle donne di età inferiore ai 18 e superiore ai 55 anni (che hanno risposto in modo corretto a sei domande su dieci). In generale, gli uomini sono leggermente più attenti delle donne (67 contro 63% di tasso di precisione). La fascia d’età che meglio si difende dal phishing e quella compresa fra i 35 e i 44 anni (68%). 97 utenti su 100 non sono stati in grado di riconoscere i contenuti-truffa e su dieci e-mail inviate a ogni tester, quattro utenti su cinque sono stati ingannati da almeno un’e-mail.

Nuove opportunità per i truffatori

Le tecnologie del comparto sicurezza digitale progrediscono a ritmi più blandi rispetto a quelle della pirateria informatica. La nascita di nuove estensioni – come ‘.science’ e ‘.work’ – ha esteso i rischi e offerto ai professionisti del raggiro on-line nuove opportunità da esplorare. E la consapevolezza degli utenti finisce spesso col trasformarsi in spavalderia e superficialità, elementi ideali per l’attività dei ladri di dati sensibili.

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