Pirozzi contro Rampelli. Nel Centrodestra sfida a due per il Lazio. Berlusconi & C. ancora senza quadra

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Non c’è più tempo da perdere. Da sabato infatti la corsa per la Regione Lazio, dove si voterà nel 2018, è ufficialmente partita. Da una parte, quella del Centrosinistra, ci sarà di nuovo Nicola Zingaretti (Pd), forte del giudizio dell’agenzia di rating Moody’s che ha comunicato il miglioramento dell’outlook della Regione da negativo a stabile. Dall’altra, invece, il Movimento 5 Stelle schiererà Roberta Lombardi, che alle regionarie grilline ha battuto la concorrenza dei consiglieri uscenti Davide Barillari e Valentina Corrado. E il Centrodestra? Vai a saperlo. Ad oggi nessuno, tra i pezzi da 90 dei partiti che in teoria dovrebbero formare la coalizione alle prossime Politiche (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia), sa rispondere precisamente alla domanda. Anche se i nomi rimasti sul taccuino prefigurano una corsa a due: in un angolo c’è il vicecapogruppo alla Camera di FdI, Fabio Rampelli, dall’altro il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Il quale però continua pubblicamente a tirarsi fuori dai giochi: “Non ci penso proprio… Il mio posto è qui, tra la gente”. Solo pretattica? Forse.

Cercasi sintesi – Sta di fatto che prima o poi bisognerà trovare la quadra. Aspettare ulteriormente vorrebbe dire correre il rischio di mettersi (in modo autolesionistico) in fuorigioco. Anche perché entrambi i candidati in campo sono avversari temibili, chi per un motivo chi per un altro. Per molti, sulla carta, Rampelli, braccio destro di Giorgia Meloni, risulterebbe essere il profilo ideale. Prima di collezionare 4 legislature a Montecitorio, dov’è entrato per la prima volta nel 2005, è stato infatti consigliere circoscrizionale e comunale ma – soprattutto – consigliere regionale per tre legislature (1995-2006). Certo, il raffreddamento dei rapporti fra la Meloni e il leader della Lega Matteo Salvini, causa il referendum autonomista di Lombardia e Veneto di domenica 22 ottobre e la legge elettorale, potrebbero mettere un freno alla candidatura di Rampelli. Vedremo. Dal canto suo, al di là delle dichiarazioni di facciata, Pirozzi è in campo. Non solo per la Regione ma, rivela chi lo conosce bene, anche per un posto in Parlamento. Se eletto alla Camera o al Senato, infatti, l’interessato potrebbe mantenere entrambe le cariche (deputato o senatore e primo cittadino) visto che Amatrice conta circa 2.500 abitanti, molti meno di quei 20mila che significano incompatibilità.

Gli outsider – Sullo sfondo si muovono invece alcuni outsider. Le cui chance di candidatura, spiegano i ben informati, sono comunque molto poco probabili. Tra questi c’è l’ex sottosegretario alla Cultura Francesco Giro, che dal 2000 al 2005 è stato capogruppo di FI proprio alla Regione Lazio. Ma anche Paolo Barelli, ex senatore per 3 legislature (con FI e Pdl) oggi presidente della FIN, la Federazione Italiana Nuoto. Quanto a Luisa Todini, tutti quelli che sentono pronunciare il suo nome in questo contesto parlano di “fantascienza”. L’ex presidente di Poste, già nel Cda della Rai, una legislatura all’Europarlamento con FI dal 1994 al ’99, era già stata tirata in ballo nel 2009, quando Berlusconi cercò di convincerla in tutti i modi a candidarsi presidente. Ma senza successo. Poi per la Regione corse (e vinse) Renata Polverini. Sono passati otto anni. La musica però sembra essere rimasta la stessa.

Twitter: @GiorgioVelardi