Più di 10 milioni al mese per salvare gli immigrati

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di Giuseppe Cantore

’Operazione Mare Nostrum è già in mare a pattugliare. Sui costi non ci sono cifre ufficiali. Il ministro della Difesa, Mario Mauro, ha parlato di spese sostenuti finora pari a 1,5 milioni di euro al mese, che però con l’impiego di nuovi mezzi lieviteranno nei prossimi giorni quando verranno assegnate alla nuova operazione la nave da assalto anfibio San Marco, 2 fregate classe Maestrale e due pattugliatori delle classi Comandanti e Costellazioni.

L’unico dato certo è che le spese verranno gestite con i bilanci dei singoli ministeri, come annunciato dal governo, attingendo dai 190 milioni di euro messi a disposizione nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri per l’emergenza immigrazione (più 20 milioni per l’accoglienza dei minori) . Per “Mare nostrum”  alcuni organi di informazione hanno previsto una spesa di 4 milioni di euro al mese ma la cifra potrebbe più che raddoppiare. L’impiego delle sole unità navali costerà quindi 192 mila euro al giorno ai quali aggiungere il costo delle ore di volo dei velivoli. C’è dell’altro. Come sostiene Il Sole 24 ore di ieri almeno 4 gli elicotteri AB-212 coinvolti con un costo orario di 4 mila euro come quello del drone, più i due sofisticati elicotteri EH-101 costano 7 mila euro a ora di volo mentre tra gli aerei da pattugliamento i costi variano dai 2 mila euro dei piccoli Piaggio P-180 ai 13 mila euro dei grandi e vecchi Breguet Atlantic.

Insomma sommando i costi aerei e navali più le indennità d’imbarco dei circa 800 marinai delle cinque unità navali coinvolte si può ipotizzare una spesa media giornaliera di 300 mila euro, cioè 9 milioni di euro al mese a cui aggiungere 1,5 milioni per il dispositivo di unità costiere già in azione per un totale di 10,5 milioni. Senza consierare che l’Italia concede già diversi finanziamenti per il controllo delle frontiere. Specie quelle marine. Una voce di spesa che, solo negli ultimi tre mesi dell’anno, equivale a circa 6 milioni di euro. I dettagli sono contenuti nell’ultimo decreto di rifinanziamento delle missioni all’estero, in questi giorni all’attenzione delle commissioni competenti di Montecitorio. Cifra a cui va sommata la manutenzione ordinaria di quattro motovedette cedute dal governo italiano a quello libico (attualmente ferme e inutilizzate), per una spesa complessiva di quasi tre milioni di euro.