Più di 900mila vaccinati. Ma in mezza Italia reparti Covid già saturi. E’ ancora allarme su ricoveri e decessi. Misure di contenimento necessarie

DOMENICO ARCURI
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Il monito degli esperti a non abbassare la guardia trova conferma sia nel report della fondazione Gimbe che sottolinea un aumento dei ricoveri, sia nei dati del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che evidenzia come sia tornato a salire il tasso di positività al Covid-19 10,7 per cento con 17.246 nuovi casi su 160.585 tamponi processati: mercoledì il dato era dell’8,99 per cento con 175.429 test, 522 i decessi. Dal 6 al 12 gennaio in metà delle regioni italiane le strutture sanitarie hanno superato il limite di saturazione.

“Una situazione che – spiega Nino Cartabellotta, presidente della fondazione – legata alle incertezze su durata e disponibilità dei vaccini rischia di metterci davanti a un anno di difficile convivenza con il virus, con ospedali ciclicamente al limite del collasso, continue strette e allentamenti e un aumento inesorabile dei decessi”. Aumentano contagi e decessi, crescono le curve di ricoveri con sintomi e nelle terapie intensive e questo ha portato gli ospedali di metà delle regioni italiane oltre la soglia di saturazione. L’ultimo report della Fondazione Gimbe consegna un quadro tutt’altro che positivo. E proprio i ricercatori lanciano un appello per “un’immediata e rigorosa stretta”.

Le variabili che condizionano il controllo della pandemia, spiegano i ricercatori, sono sostanzialmente cinque: la circolazione del virus, l’impatto che questo ha sulle strutture sanitarie, il rispetto delle misure di prevenzione da parte della popolazione, la copertura vaccinale e anche quello che sarà l’obiettivo strategico di contrasto alla pandemia. Ma fare affidamento solo sulla vaccinazione su larga scala, spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari di Gimbe, pone la popolazione di fronte a grandi rischi: ” Nel primo trimestre 2021, con una copertura vaccinale minima ci si attende un’elevata circolazione del Sars-CoV-2 ed elevato impatto del Covid-19 sui servizi sanitari. Di conseguenza, per centrare l’obiettivo di eliminazione del virus è indispensabile attuare rapidamente la strategia soppressiva, al fine di ridurre in modo rilevante i casi attualmente positivi e appiattire la curva epidemica”.

“Superato l’inverno, con l’arrivo della bella stagione e il progressivo aumento delle coperture vaccinali (al momento siamo oltre i 900mila vaccinati, ndr), la minore circolazione del Sars-CoV-2 permetterebbe durante i mesi estivi la ripresa di un’efficiente attività di tracciamento per raggiungere l’obiettivo della progressiva eliminazione”, – aggiungono dalla Fondazione – Continuando con le strategie di mitigazione, sarà realisticamente impossibile secondo Gimbe, riprendere un tracciamento efficace e l’unico auspicio non potrà che essere quello di raggiungere presto adeguate coperture vaccinali.

Ed in merito “siamo pronti ad aumentare la forza del sistema di distribuzione e somministrazione dei vaccini. – ha detto il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri – Ci stiamo attrezzando per non perdere nemmeno un’ora nel caso di una disponibilità ulteriore di dosi. “Abbiamo due vaccini, quello di Pfizer BionTech e quello di Moderna. Se ci fermassimo qui avremmo una disponibilità di 60 milioni di dosi nell’intero arco del 2021 che servirebbero a vaccinare 30 milioni di italiani, di cui 6 milioni entro il primo trimestre. Stiamo cercando di opzionare ulteriori dosi attraverso la Commissione europea.

Il numero di vaccini disponibili ora non è sufficiente per tutti i cittadini, per questo facciamo il tifo che il vaccino di Astrazeneca possa essere approvato. Se accadrà, per l’Italia significherebbe avere ulteriori 40 milioni di dosi nel 2021 e 8 milioni nel primo trimestre. Questo significa che vaccineremmo 50 milioni di italiani entro l’anno e avremmo nove milioni di italiani vaccinati nel primo trimestre”.