Più fondi per Triton e distruzione dei barconi: 10 punti per fermare le stragi in mare. L’Europa ora deve rispondere

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Chissà se basteranno all’Europa 900 morti per svegliarsi e provare a fare davvero qualcosa di concreto contro le tragedie nel mar Mediterraneo. Siamo ovviamente alla fase primordiale ma qualcosa ieri si è mosso. La Commissione europea ha proposto un piano in dieci punti “immediati” per evitare nuove stragi nel Mediterraneo. Azioni che serviranno per far fronte alla “situazione di crisi” migratoria nel Mediterraneo e prevedono, tra l’altro, il rafforzamento delle attività di controllo e salvataggio in mare. Un piano sostenuto dai ministri degli Esteri e dell’Interno dei Paesi membri che prevede il rafforzamento della missione Triton con l’obiettivo del “search and rescue”: il salvataggio dei migranti in difficoltà. Ora quanto deciso dalla commissione verrà posto all’attenzione dei capi di Stato e di Governo dell’Unione europea che si riuniranno giovedì prossimo in un vertice straordinario. Sperando non si tratti solo dei soliti annunci che seguono la tempesta.

ENTRIAMO NEI DETTAGLI
Prima di tutto si chiede un aumento delle risorse finanziarie e dei mezzi da mettere a disposzione per le operazioni congiunte nel Mediterraneo Triton e Poseidon. Di che cifre stiamo parlando per ora dalla Commissione non vengono forniti ulteriori dettagli. Contestualmente viene chiesta anche l’estensione dell’area operativa; in questo modo verrebbero permessi interventi anche oltre le trenta miglia dalle coste italiane. Nei dieci punti si parla anche di uno sforzo sistematico per catturare e distruggere le barche usati dagli scafisti, incontri regolari tra le autorità di polizia, giustizia con un controllo sistematico delle frontiere Ue per raccogliere informazioni, tracciare i canali di finanziamento degli organizzatori degli imbarchi.

PAESI A RISCHIO
In Italia e Grecia dovrebbero trovare spazio gli l’Uffici Ue di supporto per l’asilo. Agli Stati membri verrà chiesto di prendere le impronte digitali a tutti i migranti. L’obiettivo è quello di giungere a un meccanismo di rilocalizzazione di emergenza, offrire posti alle persone che hanno bisogno di protezione, un programma di rapido ritorno degli immigrati irregolari. Verrà chiesto anche un maggiore impegno agli Stati che si trovano in prossimità della Libia, oltre a un dispiegamento sul territorio di funzionari per l’immigrazione nei paesi terzi.

L’AUSPICIO ITALIANO
Sentendo varie campane quello che emerge è una richiesta unitaria di fare in fretta. Ora la palla passa al vertice Ue straordinario di giovedì quando si dovrebbe passare a stilare davvero un programma operativo in grado di funzionare subito visto che ormai i barconi che naufragano ci sono un giorno sì e l’altro pure. Non ci si può più girare dall’altra parte.