Più merito e meno supplenti

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Dalla Redazione

«Le supplenze fanno male a chi le fa e a chi le riceve». La battuta, esplicita, è del ministro dell’Istruzione. E la dice lunga sul fatto che il governo sta valutando l’eliminazione dei supplenti della scuola. Stefania Giannini lo anticipa al meeting di Rimini: «Come? Lo vedrete nelle prossime settimane. Certo i supplenti non saranno eliminati fisicamente». E, a pochi giorni dal Piano scuola, che il premier Matteo Renzi ha annunciato per venerdì prossimo, si ritorna a parlare dei precari. Le supplenze, secondo l’inquilino di viale Trastevere vanno riconsiderate perché si sa già dall’inizio dell’anno scolastico quali sono i posti da sostituire stabilmente. In ballo 160mila precari delle graduatorie ad esaurimento, che potrebbero vedersi aprire le porte di una possibile e più rapida stabilizzazione, e 400mila supplenti delle graduatorie d’istituto che potrebbero essere invece cancellati per sempre dalla mappa del precariato italiano. «Il fatto che si pensi che Italia di domani dipenda dalle scelte sull’istruzione – ha detto la ministra – è veramente una svolta rivoluzionaria. Investire sull’istruzione in un momento di crisi profonda vuol dire preparare la svolta radicale dei prossimi anni».