Pnrr al palo, il Campidoglio non sa scrivere i progetti. L’Amministrazione capitolina non ha i tecnici per preparare i bandi. Ne assumerà 270 ma per le opposizioni ormai è tardi

Pnrr al palo, il Campidoglio non sa scrivere i progetti
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Si fa presto a dire che col fiume di denaro in arrivo dall’Europa, la ripartenza è già in cassaforte. Eppure le cose potrebbero non essere tanto semplici come emerge dal caso della Capitale che dovrebbe accaparrarsi quasi 1,2 miliardi di euro del Pnrr ma rischia di vederne arrivare meno di quanto preventivato. A mettere a rischio il tesoretto sarebbero i ritardi nella presentazione delle domande per alcuni bandi a causa della carenza di personale in molti uffici del Campidoglio.

A dirlo è il sindaco Roberto Gualtieri che ha spiegato di aver “trovato una situazione difficile dal punto di vista delle risorse umane” con “molti uffici sguarniti” che rendono “ancora più impegnativa la sfida della progettazione e della messa a terra delle risorse”. Così col rischio di perdere preziosi bandi, il sindaco sta provando a correre ai ripari tanto che è in corso il rafforzamento degli “organici, grazie alle norme che il governo ha introdotto per poter potenziare i quadri e i tecnici per i progetti”.

CORSA CONTRO IL TEMPO. Col tempo che stringe, tanto che le opposizioni sono sul piede di guerra e parlano di inefficienze incomprensibili, il sindaco della Capitale Gualtieri ha assicurato che sono già in arrivo “270 tra tecnici e funzionari che impiegheremo molto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza” ma che, ovviamente, “non c’erano per queste prime scadenze”. Una frase sibilinna con cui ammette su cui, evidentemente, c’è ancora molto lavoro da fare.