Politica assente. I criminali ringraziano

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

direttorepeddi Gaetano Pedullà

Sia chiaro: le campagne giornalistiche “interessate” sulla casta, la delegittimazione della politica “a prescindere” e le schiacciatine d’occhio all’antipolitica facile facile ci interessano poco. Però a guardare con un occhio il pollaio dei partiti su chi mandare al Quirinale e a leggere con l’altro la nostra Di Corrado che ci racconta come la Banda della Magliana è entrata nei giganteschi appalti degli ospedali romani, beh un po’ di disgusto è il minimo sindacale.
Da cinquanta giorni senza un governo, con leader di partito arrivati agli insulti espliciti, con le imprese che osservano un minuto di silenzio per onorare le tantissime aziende che chiudono ogni giorno, questa politica non ha proprio più alibi.
Visto il mercato con cui si sta cercando di designare il nuovo Capo dello Stato, chi oggi sostiene ancora che non servono nuove elezioni subitissimo o è in malafede o non ha minimamente a cuore le sorti del Paese.
Nel frattempo, senza Stato (non abbiamo neppure un capo della polizia), senza istituzioni (la cui credibilità è al lumicino), senza un soldo nel portafoglio, la vita sorride a tanti furbi e delinquenti che in questa follia d’Italia trovano ogni giorno la loro America. Domenica la trasmissione di Rai Tre Report ci ha svelato chiaramente come la criminalità si sia inserita nei grandi appalti per la metropolitana di Roma. Il sindaco, anziché chiedere conto al prefetto, alle imprese e ai carabinieri ha querelato i giornalisti. Va be’, ognuno fa quello che può. Il peso della criminalità – quella vera, non il piccolo spacciatore di periferia – è però aumentato a dismisura. Nella Capitale e non solo. E questo anche per colpa della politica. La politica che litiga e la politica che chiude gli occhi. A pagina due il nostro Barcella ci racconta come in provincia di Milano hanno tolto ogni mezzo pure ai vigili urbani. La camorra ringrazia.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA