Ponte Morandi, tutti a giudizio i 59 imputati. Si tirano fuori solo Autostrade e Spea, patteggiando 30 milioni. Il processo per il crollo inizierà il 7 luglio

Ponte Morandi
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Tutti a giudizio i 59 imputati e ok ai patteggiamenti per Aspi e Spea, che escono dal pesantissimo procedimento pagando circa 30 milioni di euro (qui tutti gli articoli). Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Genova, Paola Faggioni, ha deciso e il processo per il crollo del Ponte Morandi inizierà il prossimo 7 luglio.

Ponte Morandi, il processo per il crollo del viadotto inizierà il prossimo 7 luglio

Intanto i Benetton sembrano non aver avuto troppi problemi neppure dalla tragedia costata la vita a 43 persone. La concessione autostradale ha funzionato alla grande e la prova sembra l’exploit in Borsa di Atlantia. La società ha in corso un confronto con Blackstone, il fondo statunitense che insieme a Cdp rileverà Aspi, ed è contesa tra la famiglia di Treviso, cne ne è il principale azionista, e il patron del Real Madrid, Florentino Perez.

Il giudice Faggioni ieri ha accolto il patteggiamento di Autostrade e di Spea, l’ex controllata che si occupava delle manutenzioni, e ha rinviato a giudizio l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci (nella foto), e gli altri 58 imputati. Una decisione presa dopo circa un’ora e mezza di camera di consiglio.

Il processo per il crollo del Ponte Morandi inizierà tra tre mesi a Genova e il procuratore capo facente funzioni Francesco Pinto ha dichiarato che i rinvii a giudizio sono solo “la prima risposta giudiziaria” al dramma consumatosi il 14 agosto 2018. “Nulla restituirà le vittime ai familiari. Ma il cambio di passo nella gestione da parte della società quanto meno ci dice che il sacrificio non è stato invano. Oggi c’è il riconoscimento di un buon lavoro fatto fino ad ora dalla procura di Genova”, ha aggiunto il magistrato.

“Non avevamo dubbi su questo esito che purtroppo ci appariva scontato. Riteniamo che nonostante il lungo sforzo motivazionale del giudice in realtà le questioni che erano alla base delle nostre ragioni siano rimaste inalterate quindi i problemi procedurali che si sono manifestati restano e saranno oggetto di altre discussioni”, hanno invece affermato gli avvocati di Castellucci, Giovanni Paolo Accinni e Guido Carli Alleva. “Il teorema accusatorio nei confronti di Castellucci si conformerà essere una foglia di autunno tremula che cadrà”, hanno concluso.

Il comitato dei parenti delle vittime di Ponte Morandi contrario all’acquisto di Aspi da parte di Cdp

Egle Possetti, presidente del comitato dei parenti delle vittime di Ponte Morandi, continua intanto a dirsi contraria all’acquisto di Aspi da parte di Cdp. Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di accuse che vanno dall’omicidio colposo plurimo all’omicidio stradale, dall’omissione d’atti d’ufficio all’attentato alla sicurezza dei trasporti, dal falso all’omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Dalle indagini sul crollo, si sono anche sviluppati altri tre filoni d’inchiesta: uno sui falsi report sui viadotti, un secondo sulle barriere fonoassorbenti pericolose e un terzo sui falsi report sulle gallerie. E in tali procedimenti risultano indagate circa 40 persone.

I Benetton tirano dritti sulla loro strada, senza particolari ostacoli. Ieri a Milano Atlantia ha incassato un +6,87% dopo l’offerta preliminare fatta dal gruppo spagnolo Acs, con i suoi alleati Gip e Brookfield Infrastructure mentre la famiglia di Treviso ha confermato i colloqui con Blackstone.

Il gruppo spagnolo di infrastrutture Acs di Perez è interessato ad acquisire una quota di maggioranza delle concessioni autostradali del gruppo Atlantia, assieme al fondo americano Global Infrastructure Partners e a Brookfield. Ma la famiglia Benetton, affiancata da Blackstone, serra le fila attorno alla holding, che a breve incasserà oltre 8 miliardi dalla cessione di Aspi, e respinge al mittente la proposta.