Via libera al Ponte sullo Stretto. Cancelleri rinnega se stesso. Il sottosegretario M5S diventa fan dell’opera cara al Cav. Imbarazzo tra i grillini, oggi convocati in assemblea

Ponte sullo Stretto Cancelleri
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Ieri ho sentito Berlusconi dire che la priorità della Sicilia è il ponte sullo Stretto. Sì, sì, eravamo convinti di esserci sbarazzati (del ponte e di Berlusconi) e invece, puntuale ad ogni elezione, eccolo ritornare (il ponte e Berlusconi). Era il 5 febbraio 2018 e queste erano le parole dell’attuale sottosegretario alle infrastrutture e trasporti Giancarlo Cancelleri, all’epoca presidente dell’Assemblea regionale siciliana, esponente dell’opposizione e grillino duro e puro. Era di quelli del no alle opere faraoniche, agli sprechi, agli spot e al Cav.

Un mese dopo M5S è diventato forza di maggioranza relativa in Parlamento, con il Conte 2 il pentastellato Cancelleri è diventato viceministro, ignorando la regola a 5 stelle che vieta di passare da un incarico all’altro prima della scadenza del mandato, creando un precedente, e ora con il governo dei migliori è stato nominato sottosegretario sempre al Mit. Ma soprattutto è diventato alleato di Governo di quel Berlusconi che torna sempre. Ed ecco che tutto cambia anche su un evergreen come il ponte sullo Stretto.

Il pentastellato siciliano di governo, a distanza di tre anni da quelle dichiarazioni quando era grillino di lotta, in un’intervista a La Stampa, parla così del ponte come simbolo della ripartenza, da realizzare in dieci anni, a tre campate, dove far passare anche la ferrovia. Di più: il collegamento tra l’Europa e l’Africa.

COME SI CAMBIA. Il sottosegretario, prima numero due della ministra dem Paola De Micheli e ora del tecnico Enrico Giovannini, sembra rapito dall’idea dell’opera faraonica tanto cara al Cav. “Dieci anni e vedremo il ponte sullo stretto di Messina, se ci saranno le semplificazioni normative. Altrimenti i lavori non finiranno più. Se lo dico è perché ci credo”, ha ribadito ieri a The Breakfast Club su Radio Capital. Pazienza se il Movimento e lo stesso Cancelleri prima fossero fermamente contrari a quel progetto.

“Noi del Movimento 5 Stelle – ha aggiunto – su questo tema ci stiamo confrontando molto, veniamo da posizioni che erano ben lontane da questo progetto. Ma dobbiamo dimenticarci il ponte di berlusconiana memoria con una campata sola. Ora serve un altro progetto. Io non so se il ponte è una priorità, ma penso a tutti i siciliani che mi chiedono perché l’alta velocità arriva solo fino a Reggio Calabria. Legittima anche la posizione di chi non lo vuole, ma se vogliamo diventare un Paese più forte dobbiamo colmare il gap tra Nord e Sud”. Spiazzati i pentastellati. Tanto che oggi è prevista un’assemblea congiunta di deputati e senatori M5S, via Zoom, alla presenza dello stesso Cancelleri, con all’ordine del giorno il tema del ponte.

LO SGOMENTO. Il sottosegretario diventa così il pretesto per ben facili attacchi al Movimento. Partendo da quello del coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che invoca l’intervento di Beppe Grillo. Ma proprio nei 5 Stelle c’è chi scarica il sottosegretario. “Il Ponte sullo Stretto è una grande opera inutile, mi stupisco di questa dichiarazione di Giancarlo Cancelleri”, ha detto tra gli altri il senatore 5S, Alberto Airola. E se queste sono le dichiarazioni pubbliche, nel privato delle chat pentastellate è guerra

Un caso su cui è intervenuto anche l’ex deputato Alessandro Di Battista: “Riguardo al ponte sullo stretto non ho cambiato idea. Mi indigna solo il fatto che si parli più di tale opera che della revoca delle concessioni autostradali”. Un’altra grana per Giuseppe Conte, alle prese con il tentativo di avviare un nuovo corso a 5 stelle e un’altra giravolta per Cancelleri.

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