Porte girevoli anche sul Tav: Foietta esperto incompatibile. L’ex commissario ingaggiato da Chiamparino. L’Antitrust si sveglia solo a incarico finito

di Clemente Pistilli
Cronaca

Nel Paese delle porte girevoli capita anche che su un tema delicato e divisivo come quello del Tav chi fino al giorno prima era commissario di Governo per la realizzazione dell’opera,  il giorno dopo diventi super consulente per seguire a favore solo di una parte il destino di quell’infrastruttura. Un’incompatibilità evidente. Almeno all’apparenza. Per farla dichiarare a chi è incaricato di vigilare su tali possibili conflitti, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, sono stati necessari però tre mesi. Giusto il tempo necessario a far ultimare all’ex commissario Paolo Foietta la consulenza a lui data dall’ex presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. Oltre alle porte girevoli in Italia c’è infatti anche il dramma dei controlli impossibili, con norme che una volta approvate sembra sempre troppo difficile farle rispettare.

CONTRASTI CON IL GOVERNO. L’architetto Foietta, dirigente pubblico piemontese di lunga esperienza, il 23 aprile 2015 venne nominato dal Governo di Matteo Renzi commissario straordinario per l’asse ferroviario Torino-Lione. Sua la responsabilità di gestire tutti i passaggi tra Italia e Francia per arrivare alla realizzazione dell’infrastruttura, destinata fondamentalmente a rendere più semplice la circolazione delle merci. Una volta insediatosi il Governo gialloverde, con il Movimento 5 Stelle contrario al Tav e la Lega che continua a cercare in ogni modo di ultimare invece quell’intervento, mantenere il suo ruolo per Foietta è diventata quasi una missione impossibile. L’incarico è scaduto a fine dicembre e il 14 febbbraio è andato via, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa. Per il tecnico infatti l’analisi costi-benefici tanto cara al ministro Danilo Toninelli non sarebbe altro che un “documento omertoso”, che “dà dei numeri ma non dice come li ha costruiti”.

NUOVA POLTRONA. Foietta non è però rimasto a lungo lontano da treni e tunnel sulle montagne. L’ormai ex presidente della Regione Piemonte, favorevole al Tav, a marzo lo ha subito ingaggiato come consulente. Proprio per seguire le “attività di aggiornamento e presidio strategico della questione adeguamento asse ferroviario Torino-Lione”. Con un compenso da 23mila euro per tre mesi. Senza porsi troppi problemi di incompatibilità.

STOP TARDIVO. L’Antitrust, che dovrebbe vigilare sugli incompatibili, in base alla legge Frattini del 2004, ha ricevuto ad aprile una lettera dello stesso Foietta che chiedeva un parere sulla compatibilità del nuovo incarico vista la precedente attività da commissario. L’Authority ha però risposto soltanto adesso dichiarando l’incompatibilità. Dunque che l’architetto la consulenza regionale non avrebbe potuto accettarla. In Piemonte intanto è governatore Alberto Cirio e l’incarico sul Tav dato a Foietta è finito. Forse tutto finirà con una sanzione. Più o meno pesante.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

L’articolo è costruito su di un incarico di consulenza che avrei ottenuto dalla Regione Piemonte, e che invece, non ha mai potuto luogo. Veniamo ai fatti:
E’ vero che Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, a marzo aveva deciso di incaricarmi come consulente per seguire le “attività di aggiornamento e presidio strategico della questione adeguamento asse ferroviario Torino-Lione”; il mio curriculum mi pare lo giustifichi e non mi risulta che nessuno abbia mai messo in dubbio le mie competenze o la mia onorabilità.
Avere poi opinioni tecniche sulla TAV differenti dall’attuale ministro Toninelli non mi risulta essere una colpa o costituire un fattore di esclusione per possa impedirmi di continuare a fare il lavoro che so fare e che faccio da almeno 20 anni.
È altrettanto vero che, prima di rendere operativo il contratto con la Regione ho voluto richiedere un parere sulla eventuale incompatibilità di tale incarico all’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) vista la mia precedente attività da Commissario di Governo.
L’articolo dimentica però di raccontare l’esito di tale storia.
Come riportato nella mia lettera ad AGCM e contestualmente comunicato alla stessa Regione Piemonte, ho ritenuto di autosospendermi dall’incarico subordinando la mia accettazione dello stesso al parere favorevole dell’Autorità.
Di conseguenza, a seguito del parere di incompatibilità espresso dall’Autorità ho comunicato alla Regione la mia rinuncia.
Quindi l’incarico non ha avuto luogo e nessuna spesa è stata sostenuta dalla Regione per tale incarico.
Mi permetto anche di spiegarLe come ho deciso di impiegare questi tre mesi di tempo.
Come lei certamente sa, il Governo non ha sciolto l’Osservatorio che è in carica e nel pieno dei suoi poteri; si è solo “dimenticato” di nominare il nuovo commissario che lo deve presiedere e convocare.
Per garantire la prosecuzione delle attività dell’Osservatorio, composto da oltre 20 sindaci, da Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino (e quindi la voce delle “comunità locali”) ho accettato la designazione dell’Assemblea di rimanere in carica fino a quando il governo non provveda alla nomina del nuovo Commissario. La PEC con cui si comunicava al Governo la decisione dell’Assemblea, sollecitando la nomina del nuovo commissario non ha avuto nessuna risposta così come le 20 lettere precedenti da me inviate a Ministro e Presidenza del Consiglio.
Le attività da me svolte in questi tre mesi hanno consentito nonostante il boicottaggio ed i dispetti del Governo, di riorganizzare una nuova struttura su base “volontaria”, di realizzare un nuovo sito Web, di tenere ben 4 affollatissime riunioni dell’Assemblea, ospitate non avendo più una sede, dalla Camera di Commercio di Torino, ma soprattutto di predisporre e pubblicare documenti tecnici di analisi ed approfondimento sull’ACB “farsa” del Ministero delle Infrastrutture (Quaderno14) e sui benefici ambientali ed economici della Tav negati da tale analisi (Quaderno15).
http://www.osservatorionuovalineatorinolione.it/
Tutte queste attività sono state da me svolte gratuitamente mettendomi in aspettativa non retribuita dal mio lavoro, ed hanno consentito all’Osservatorio di partecipare al dibattito tecnico sulla Torino Lione; questo è stato possibile grazie allo straordinario apporto di esperti e professori universitari di ogni parte d’Italia che hanno partecipato con entusiasmo (e senza costi) alla redazione dei documenti dell’Osservatorio.
Quindi, mi permetto di chiarire che AGCM ha fatto il suo lavoro, nessun incarico “incompatibile” è stato svolto e nemmeno un euro della Regione è stato speso; pertanto non esiste e non può esistere alcuna “sanzione”.
Anche il neo governatore del Piemonte Alberto Cirio appena insediato è stato naturalmente informato della situazione e soprattutto di quanto è stato fatto dall’Osservatorio in questo ultimo periodo.
Per quanto mi riguarda continuerò nei prossimi 6 mesi di incompatibilità post carica che ancora mi restano a dire ed a scrivere quello che voglio e di cui sono convinto ed a continuare a spiegare con pazienza perché è oggi più che ma indispensabile ed urgente realizzare la Nuova Linea Torino Lione.
Continuerò anche ad attendere fiducioso che, qualcuno dei ministri del M5S (con l’altra componente governativa il confronto c’è sempre stato) decida finalmente di ascoltare cosa l’ex Commissario straordinario voleva insistentemente raccontare per farsi un’idea di come stanno realmente le cose e, magari, evitare ulteriori spiacevoli figure.

f.to. Paolo Foietta, già Commissario straordinario di Governo per l’Asse Ferroviario Torino-Lione