Post demenziali e follower in fuga. Anche qui Salvini non tira più. Crocifissi e primi piani della figlia hanno stancato. E i sondaggi confermano: il nuovo leader è Zaia

di Laura Tecce
Politica

E dire che per attirare l’attenzione il leader della Lega Matteo Salvini le sta provando davvero tutte. Ma la realtà è impietosa: sondaggi in picchiata, follower in fuga, strategia politica e comunicativa confusa, il tanto decantato “modello Lombardia” (governata da un uomo scelto da lui) in crisi, il Richelieu di via Bellerio – Giancarlo Giorgetti – sempre più perplesso e il doge Luca Zaia sempre più in pole position, abilissimo nel gestire l’emergenza Coronavirus e in testa agli indici di gradimento non solo nel suo Veneto.

DOMATA LA BESTIA. Ecco, il gradimento. Che ormai Salvini, mormorano i soliti informati addetti ai “livori”, pare non abbia più molto neanche all’interno del suo partito. Il Moloch sta scricchiolando e la Bestia, cioè la macchina della propaganda social gestita dal fedelissimo Luca Morisi, arranca. Fra post con lunghi e commossi messaggi di ringraziamento per il 25 aprile (ah i partigiani! Da sempre nella lista beniamini dell’elettorato leghista…), esibizione di crocefissi (l’ultimo della lunga serie reca la scritta Medjugorje e la didascalia “prego per voi”) e primi piani della figlia di sei anni che ha perso i dentini da latte (vedi le immagini qui sopra) è facile capire perché è crollato il sistema che spopolava nei social, dettava l’agenda dell’informazione e che sembrava infallibile.

Perché Morisi e il suo marchingegno indirizzano, amplificano, viralizzano il messaggio salviniano ma se questo è senza bussola e senza una direzione, diventa tutto più complicato. Puro situazionismo naif. Sia il filosofo del web che il Capitano sembrano dunque aver perso il loro golden touch: con l’informazione televisiva ancora quasi del tutto monopolizzata dal racconto del virus, lo spazio occupato da altri temi politici si restringono vistosamente, e nelle ultime settimane, la ricerca spasmodica del consenso e le polemiche non lo hanno certo aiutato, complici anche dichiarazioni contraddittorie e le già citate difficoltà della gestione lombarda targata Fontana.

GRADIMENTO A PICCO. Il calo nei sondaggi – fotografato da tutti i principali istituti demoscopici italiani – è ormai un trend acclarato e costante: per Ixè la Lega, nella sua flessione, scende addirittura sotto il 25%: a quota 24,9 dal 25,6 della settimana precedente, il 34,3% delle Europee è un lontano ricordo. L’altro dato significativo è che il Pd è ormai a soli due punti dalla Lega e soprattutto si registra un nuovo balzo in avanti di Fratelli d’Italia che sale al 13,8%. Ma non solo, le buone notizie per Giorgia Meloni arrivano anche dai social: prendendo come riferimento Facebook, a dispetto di un bacino di follower relativamente basso rispetto a quelli dell’alleato leghista (1,5 milioni contro 4,2), ha un engagement in proporzione nettamente superiore a Salvini.

Insieme ai sondaggi e alle interazioni, per il leader leghista, crolla l’immagine: secondo l’emittente britannica Bbc Salvini è tra i politici che nel mondo diffondono più fake news sul coronavirus, insieme a Trump e a Bolsonaro. Mentre a non essere scalfito, nonostante la situazione non certo facile da gestire, continua ad essere il gradimento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che resta il leader in testa alle preferenze degli italiani con il 64%. Molto alto, con oltre il 50% anche Zaia: il Financial Times gli ha addirittura dedicato un editoriale dall’eloquente titolo “Astro nascente della Lega che offusca Salvini”, il quale, nella classifica stilata dall’istituto Demos si ferma al 37%.