Precariato pure alla Consob

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di Clemente Pistilli

Il precariato va bene pure alla Consob. Ma soprattutto la Commissione per le società e la borsa può fare assunzioni senza alcun concorso e nominare pure dirigenti a tempo determinato. A stabilirlo sono stati i giudici del Consiglio di Stato, avallando la rivoluzione avviata dal presidente Giuseppe Vegas e il tanto discusso contratto fatto a Gabriele Aulicino. E tanto i sindacati che i detrattori del presidente ora non possono che farsene una ragione.

Nuovo assetto
Vegas è stato messo alla guida della Consob nel 2010. Il politico ed economista, con alle spalle una lunga esperienza parlamentare con Forza Italia e poi con il Pdl, più volte sottosegretario e viceministro dell’economia, una volta al timone dell’Autorità a tutela degli investitori e per lo sviluppo del mercato mobiliare ha avviato una serie di cambiamenti. A suo dire per migliorare l’efficienza della struttura. E secondo chi lo contesta per costruire una realtà a sua immagine, priva di qualsiasi ostacolo o freno. Senza alcun concorso sono stati così assunti 44 dirigenti, è stata modificata la ripartizione dei posti in pianta organica, aumentata la percentuale dei precari, in gergo del personale a contratto, e istituito l’ufficio Attività parlamentare e di Governo, con funzioni di raccordo tra la Consob e l’esecutivo, affidato appunto ad Aulicino. Quest’ultimo si è visto mettere i gradi soltanto con un contratto a tempo determinato.

Il braccio di ferro
Le scelte di Vegas non sono piaciute ad alcuni dipendenti della Consob e soprattutto ai sindacati, a partire dalla Federazione autonoma lavoratori Banca d’Italia, la Falbi. L’organizzazione sindacale e il condirettore di ruolo Claudio Filippello hanno fatto ricorso, impugnando le delibere sgradite. Per il sindacato quei provvedimenti erano viziati, in particolare quello sull’assunzione di Aulicino, ufficiale in aspettativa del corpo delle Capitanerie di porto, con precedenti esperienze all’ufficio legislativo del Ministero delle infrastrutture e in quello del Ministero dell’economia e finanze.

Lo stop del Tar
Analizzato il caso, lo scorso anno il Tar ha accolto il ricorso, ritenendo che le assunzioni la Consob dovesse farle, salvo alcune eccezioni, ricorrendo al concorso pubblico, con procedure “imparziali e trasparenti”. Nella rivoluzione contestata e, soprattutto, nel contratto alll’ufficiale in congedo, la Consob non avrebbe poi svolto alcuna istruttoria approfondita e compiuto una valutazione dei curricula dei dirigenti interni “assolutamente opaca”. Un duro colpo per Vegas. E quando, con un emendamento del senatore del Pd, Ugo Sposetti, al decreto legge sulla pubblica amministrazione era stato tentato il salvataggio di Aulicino, si era scatenato il caos.

Via libera
Alla fine, però, per l’ufficiale e per la stessa linea del numero uno della Consob non è servita alcuna legge ad hoc. Il Consiglio di Stato ha infatti ora accolto l’appello di Aulicino e sconfessato il Tar. I giudici di Palazzo Spada hanno specificato che l’operato dell’Autorità è stato corretto, visto che l’organismo, per legge, ha autonomia organizzativa e che, per quanto riguarda l’assunzione di personale, può assumere dipendenti con contratti a tempo determinato fino a 125 unità. I magistrati hanno poi evidenziato che, in casi particolari, i precari possono essere messi alla guida di unità organizzative, che l’istruttoria fatta prima di assegnare l’incarico all’ufficiale è stata completa e che la legge non prevede in tali casi alcun interpello per il personale di ruolo. Una sentenza con cui sono stati accolti gli appelli sia di Aulicino che della stessa Consob. Vegas ha portato a casa il risultato su cui ha puntato fin dall’inizio, quello di poter dare una propria impronta alla Commissione, e su Aulicino le polemiche sono ora destinate a finire.

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