Prepariamoci al peggio. Per Sapelli la nuova presidente Von der Leyen è cresciuta in seno alle istituzioni Ue e difenderà l’austerity più di Juncker

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“Una pagina che sarà ricordata nei libri di politica internazionale per come e quanto sia stato danneggiato quello che Dino Grandi definiva interesse prevalente”. Non usa mezzi termini il professor Giulio Sapelli nell’illustrare quelle che potrebbero essere le conseguenze in campo economico, e non solo, dopo le nomine in Europa proposte due giorni fa dal Consiglio Ue. “Siamo davanti a una pagina antologica per com’è stato danneggiato l’interesse di una nazione fondatrice dell’Europa”.

Mi par di capire che ci aspetta il peggio dal suo punto di vista…
“Partiamo da un punto. Le nomine sono avvenute mentre l’Italia era sottoposta a una pressione fortissima perché ottemperasse agli obblighi dei regolamenti. Questo ha senz’altro indebolito la posizione italiana”.

Tale quadro è stato secondo lei determinante?
“Oggi sappiamo che la procedura d’infrazione è stata scongiurata. Ed è un bene. Ciononostante abbiamo perso”.

In che senso?
“L’asse franco-tedesco si è rivelato vincente, unico momento di centralizzazione possibile in un’Europa dilaniata dal confronto con gli Stati Uniti. Ciò che rivela chiaramente tutto questo è la nomina di Ursula von der Leyen”.

Il nuovo commissario.
“Guardi, io ho visto l’ignoranza dei grandi giornali, resasi manifesta ieri. Von der Leyen non è solo una che ha sette figli, ma è figlia di Ernst Albrecht, un finissimo intellettuale protestante, uomo politico democristiano tedesco. Lui ha educato la figlia dalle scuole europee in Belgio: la von der Leyen è cresciuta nel seno stesso delle istituzioni europee. Ecco, chi rappresenta Ursula von der Leyen? Quella particolarissima classe dirigente tedesca che nel dopoguerra legò intimamente la sua formazione intellettuale alla nuova politica europea, Europa che era intesa allora come estensione e realizzazione della forza, culturale prima ancora che economica, della Germania, in contiguità con l’economia francese. La von der Leyene incarna questo percorso”.

Insomma, non è cambiato nulla?
“Peggio. La politica di austerità e di rigore verrà difesa dalla von der Leyen ancora con più radicalità. Perché non è arrivata lì come la signora Merkel per tatticismo, ma in queste dinamiche ordo-liberiste ci è nata e cresciuta. Non siamo davanti a una politica che fa gli interessi della Germania, ma davanti a un’intellettuale che crede fermamente nell’austerity. E la conferma che andrà così viene dalla nomina dei vicecommissari, Timmermans e Vestager, in perfetta continuità col passato”.

Altra pedina che potrebbe far discutere è la Lagarde.
“Lei chiude il cerchio. Prima avevamo Draghi, filo-Usa e anti-austerity. Ora abbiamo la Lagarde che ha sempre difeso l’austerità e che rappresenta un evidente schiaffo agli Stati Uniti. E a tutto questo bisogna aggiungere che Francia e Germania hanno trovato il loro storico alleato, la Spagna. Non a caso Borrell, nominato Alto rappresentante per la politica estera, è spagnolo”.

Come si può contrastare questo quadro?
“Bisogna essere impenitenti dal punto di vista intellettuale. Conte ha fatto un errore: bisognava accettare la candidatura di Timmermans”.

Addirittura?
“Ma certo. Le carte in tavola sono cambiate e guardi chi hanno nominato presidente del Parlamento: David Sassoli, uno sfregio fatto al nostro Governo. È una cosa mai accaduta: hanno nominato uno dell’opposizione contro il Governo”.

Però è anche vero che l’Italia avrà il commissario alla Concorrenza.
“Certo, è un tassello importante. Ma ora aspetto di vedere chi sarà. Perché se l’Italia vuole davvero negoziare per cambiare i trattati europei, non può avere un commissario che vada d’accordo con la Vestager. Bisognerà avere una linea molto chiara e netta”.

Non le sembra che gli europeisti, invece, che trattare, si siano chiusi ancora di più su loro stessi?
“Certamente. Ora c’è il pericolo di un’implosione dell’Europa. Politica, non economica: quella non è possibile né tantomeno auspicabile. Ma politica sì: dopo la Brexit a questo punto qualcun altro potrebbe seguire quell’esempio”.