Pressing dei sindaci su Conte. “Sulla Fase 2 serve un nuovo passo nei rapporti tra Comuni e Governo”. Domani il vertice con il premier

dalla Redazione
Politica

“Questa lettera non è un elenco di rivendicazioni in nome dei Comuni, non è una sequenza di istanze relative a questo o a quel capitolo del bilancio, non è neppure una richiesta di incontro come tutte le altre. Noi sindaci delle Città metropolitane i rivolgiamo una esortazione nell’interesse del Paese”. E’ quanto scrivono tredici sindaci delle città metropolitane in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte, chiedendo un nuovo passo nel rapporto tra governo e sindaci, che coinvolga le città nella fase di rilancio del Paese. “Siamo convinti, più che mai – aggiungono -, che senza una manovra di aggiustamento, urgente e indifferibile, salteranno i servizi essenziali di tutte le città italiane. Il rischio potrebbe essere un drammatico lockdown delle attività che, quotidianamente, i Comuni svolgono in ogni angolo del nostro Paese per i loro cittadini. Se di ciò non si prende piena e profonda consapevolezza, a farne le spese sarà l’Italia stessa”.

“Aspettavamo maggiore attenzione alle nostre richieste – aggiungono i sindaci nella lettera inviata al premier -, perché i Comuni conoscono esattamente la realtà, vivono giornalmente le dinamiche sociali e avvertono gli umori della gente, abbiamo perfino rinunciato all’esercizio del nostro potere di autorità sanitaria locale perché il Governo potesse dare un indirizzo unitario per superare l’emergenza. Con fatica quotidiana continuiamo a far fronte comune con le altre istituzioni per evitare che il fortissimo disagio economico e sociale possa trasformarsi in rabbia. Non intendiamo cambiare ora: siamo sindaci e il senso di responsabilità è connaturato al nostro ruolo. Oggi, però, in vista di una ripartenza che appare complessa e piena di incognite, noi rivendichiamo il ruolo politico che il mandato diretto dei cittadini ci assegna”.

“Vogliamo essere protagonisti di questa delicata fase del Paese – affermano i sindaci – per evitare che già alle battute iniziali possa risultare compromessa. Lo diciamo con orgoglio, che non è presunzione né ambizione. Lo diciamo perché sentiamo non il diritto, ma il dovere di essere accanto al Governo in un momento così difficile. Vogliamo dare il nostro contributo, in termini di idee e azioni, per definire le strategie di rilancio economico e sociale”. Per queste ragioni i primi cittadini chiedono a Conte “di avviare con noi un confronto, leale e serrato, sugli aspetti fondamentali della ripartenza” in particolare “risorse certe e sufficienti per consentire ai Comuni di assicurare continuità nei servizi alle comunità, perché le somme già stanziate non ci permetteranno di chiudere i bilanci a luglio; misure eccezionali di revisione e flessibilizzazione dei vincoli finanziari per i Comuni; semplificazioni per eseguire opere celermente e ridisegnare gli spazi urbani in vista della fase di convivenza con il virus”.

“L’Italia ha bisogno di uno sforzo progettuale, di tutti, per rialzarsi e costruire il suo futuro. Senza gli occhi lungimiranti e la caparbia determinazione dei sindaci si rischia di ripartire con il piede sbagliato”, concludono nella lettera firmata da Antonio Decaro (Bari), Virginia Raggi (Roma), Giuseppe Sala (Milano), Luigi de Magistris (Napoli), Chiara Appendino (Torino), Leoluca Orlando (Palermo,) Marco Bucci (Genova), Virginio Merola (Bologna), Dario Nardella (Firenze), Salvatore Pogliese (Catania), Luigi Brugnaro (Venezia), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Paolo Truzzu (Cagliari).

“Avremo domani un incontro con il presidente del Consiglio Conte in cui chiediamo di comprendere fino in fondo che senza i Comuni, senza il sostegno economico ai Comuni, non si affronta la ripresa economica” ha poi annunciato il sindaco di Bologna, Virginio Merola. “Noi dobbiamo garantire i servizi essenziali – aggiunge – e gli investimenti. Contiamo di intenderci con il presidente Conte perché finora i sindaci si sono dimostrati molto responsabili, malgrado le diverse ordinanze regionali”.